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PARLA GIANFRANCO TOMASI

"Do la Spal a Butelli, ma non faccio l'iscrizione"

L'imprenditore di Comacchio si è formalmente dimesso dalla presidenza della Spal: in attesa di incontrare i commercialisti di Butelli per la cessione della società Tomasi potrebbe nominare un presidente pro tempore si parla di Rossano Scanavini

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Gianfranco Tomasi Ferrara, 26 giugno 2008 - BUTELLI o il nulla. E’ la situazione di oggi della Spal. Gianfranco Tomasi ieri si è dimesso formalmente dalla presidenza ed è determinato su due cose: primo, lasciare la Spal cedendola a Butelli che potrebbe incontrare già oggi e, secondo, non formalizzare lui l’iscrizione. A radicalizzare ancora di più la situazione ci ha pensato il sindaco Sateriale: il cui intervento in difesa di Stabellini e quindi a sostegno dell’invito di Tomasi a dimettersi ha spinto l’ormai ex presidente alla porta. «Ho riunito il consiglio che rappresenta il capitale sociale — ha detto Tomasi —; noi ci dimettiamo: se trovo una persona qualunque che vuole assumersi la responsabilità di rilevare la Spal gliela cedo; nel frattempo valutiamo anche in base alla legge se serve un presidente pro tempore o meno; non intendo più andare avanti, qui qualunque cosa si faccia, si sbaglia sempre».
 

A cosa allude?
«Siamo andati dal sindaco a chiedere un consulto perchè c’erano allora due ipotesi per la cessione: sembra che tutto questo sia stata una forzatura, ma io non ho forzato nessuno. Comunque, io sto a quanto chiede la giunta: l’assessore ha chiesto le mie dimissioni, il sindaco ha detto di avere fiducia nel suo assessore e di conseguenza accetto l’invito ad abbandonare. Da ieri pomeriggio non sono più il presidente della Spal».
 

Nel frattempo però occorre iscrivere la squadra: c’è tempo fino a lunedì, ma tra oggi e domani bisogna mettere avanti i documenti...
«Chi vuole acquistare la Spal sa benissimo che ci sono dei termini: io il mio dovere l’ho fatto, entro domani la società deve presentare le liberatorie dei giocatori necessarie per l’iscrizione e questo noi l’abbiamo fatto. Quello che viene dopo non spetta a me, l’assessore non vuole».
 

Vi siete parlati con Butelli?
«Gli ho scritto, c’è tutta la disponibilità ad andare avanti: posso garantire con tutta la documentazione che vuole che non ci sono problemi, gli do i registri ed i bilanci che garantisco con fidejussioni e con scrutture notarili lo stato di salute della nostra società. E’ tutto limpido ed alla luce del sole, debiti e crediti fino a domani sono miei, poi non mi riguarda più. Ho detto anche a Butelli i contratti che ho, lui sa tutto»..
 

Quando vi vedete?
«Probabilmente già oggi: io sono fiducioso, da parte mia c’è la massima disponibilità, poi starà a lui decidere se rilevare o meno. Credo che la cosa sia fattibile: non ci sono differenza di prezzi, i contratti che ho li conosce, se è veramente intenzionato si chiude in un’ora; del resto bisognerà farlo, lui sa che ci sono i termini per l’iscrizione della squadra e io non voglio più saperne. Se arriva Butelli si va dal notaio. E non scrivete o dite più alla televisione che io iscrivo la squadra perchè non è vero».
 

Abbiamo capito, ma nel calcio non c’è mai niente di definitivo...
«Di definitivo c’è che se giriamo Ferrara tre volte, facendo casa per casa, i soldi non li troviamo per fare la Spal: e che se non veniva uno da Comacchio, badate bene da Comacchio, e senza chiedere una caramella, la Spal oggi non c’era più. Invece in questi anni la società si è ricreata un nome, in Italia è conosciuta per essere una società seria che paga tutto fino all’ultimo centesimo. E siamo tra i pochi».
 

Quante volte è tornato indietro nella vita?
«Non potrei mai tornare indietro: non avrei mai fatto un passo simile, se ci sono arrivato è stato esclusivamente per quello che ha fatto e detto l’assessore. L’unica strada che è rimasta è Butelli».
Viste queste premesse ora pare proprio difficile che si torni indietro.
 

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