La scoperta è stata fatta grazie alle analisi fatte su alcuni resti di ossa ritrovati cinque anni fa in Puglia. Il suo Dna, secondo gli studi del professore ferrarese e di David Caramelli contiene sequenze ancora diffuse negli europei di oggi
Ferrara, 16 luglio 2008 - E' arrivato in Europa dall'Africa circa 45 mila anni fa, parliamo del nostro antenato, l'uomo di Cro-Magnon. Su di lui ora si scopre che era non solo anatomicamente 'moderno' ma anche geneticamente uguale a noi: le tracce di questa 'identita'' genetica, svela uno studio italiano, sono rimaste scritte in alcuni resti di ossa rinvenuti 5 anni fa in Puglia, a grotta Paglicci (Rignano Garganico) appartenenti a un individuo di circa 28 mila anni fa. Il suo Dna conteneva sequenze ancora diffusissime negli europei di oggi.
A pubblicarlo sulla rivista PLoS ONE sono Guido Barbujani dell'universita' di Ferrara e David Caramelli dell'universita' di Firenze: si tratta del primo studio in cui i genetisti hanno avuto cura di fare l'esame del Dna di quanti hanno manipolato i resti dello scheletro (antropologi, archeologi, genetisti), si' da escludere ogni contaminazione di materiale genetico antico e moderno che avrebbe potuto inficiare la veridicita' dell'analisi.
''Il nostro studio -spiega Barbujani- mostra per la prima volta senza ombra di dubbio che l'uomo di Cro-Magnon non si e' geneticamente mescolato con Neanderthal e che era molto simile a noi in quanto aveva nel proprio Dna mitocondriale sequenze che esistono tuttora nel Dna degli europei contemporanei''.
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