Più di cento persone hanno partecipato alla manifestazione di Mesola. La statale 309 si conferma la più pericolosa d'Italia con 0,17 decessi per ogni chilometro
Ferrara, 6 settembre 2008 - È LA STRADA più pericolosa d’Italia, con 17 morti ogni 100 chilometri. Dati allarmanti che hanno spinto ieri mattina il Comitato per la sicurezza stradale Paglierini e l’Associazione italiana familiari e vittime della strada a promuovere la manifestazione di sensibilizzazione a Mesola, anche alla luce degli ultimi tragici incidenti. Poco più di un centinaio di persone presenti, unite dalla volontà di fare qualcosa per cercare di salvaguardare il più possibile le vite umane. Luigi Ciannilli, presidente del Comitato elenca le richieste «urgenti» per la messa in sicurezza della statale: «L’adeguamento dei limiti di velocità: — inizia — un bassissimo limite difficile da rispettare equivale alla sua assenza; inoltre il frazionamento continuo (50, 70, 80 km orari) genera confusione. Serve maggiore cura e manutenzione della segnaletica e del verde; fino a due giorni fa i cartelli erano coperti dall’erba alta e sono stati così tutta estate».Il Comitato chiede inoltre di preannunciare adeguatamente e vietare nelle zone pericolose le svolte a sinistra; eliminare i dislivelli di asfalto; revisionare e sostituire i guard-rail con quelli omologati ed eliminare quelli nelle zone in cui possono creare pericolo.
«Bisogna collocare almeno quattro pannelli giganti, per messaggi variabili — continua Ciannilli — da posizionare lungo la Romea nel Veneto e a Ravenna per informare gli utenti sullo stato del traffico in corrispondenza dei lidi e soprattutto nella strozzatura di Portogaribaldi». Il Comitato chiede infine la realizzazione di cavalcavia in presenza di incroci e controllo mirati soprattutto ai tir provenienti dal paesi dell’Est «meno osservanti» per il rispetto dei tempi di guida e risposo. Queste le richieste urgenti per la sola messa in sicurezza, ma si chiede la realizzazione di un ponte provvisorio parallelo alla Romea che metta in collegamento Lido degli Estensi e Portogaribaldi e di sollecitare i progetti di nuova costruzione «che giacciono da anni» per la realizzazione delle alternative viarie alla «strada della morte» e del «declino economico» per la provincia di Ferrara. «Se nell’arco di uno o due mesi non vedremo alcun risultato — minaccia Ciannilli — occuperemo la Romea». Qualcuno suggerisce di farlo subito, ma Ciannilli evidenzia i pericoli e l’irresponsabilità di un’azione improvvisa come quella. «Non chiediamo miracoli — interviene Anna Barbieri, presidente dell’Associazione familiari e vittime di Ferrara — ma interventi che mettano in sicurezza gli automobilisti. Non è possibile vedere file di tir in viaggia insieme ai turisti che vanno al mare: è pericoloso. Iniziamo a sfruttare le vie d’acqua per il trasporto di merci, facciamo qualcosa».
di PAOLA VANCINI
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