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CENTO ASSEMBLEA ROVENTE

Cmv, anche i piccoli strillano

I soci di minoranza: "Basta allo strapotere centese, esistiamo anche noi". Pincelli (Mirabello): "Nella gestione non si guardino solo le percentuali". Verri (Bondeno): "Serve stabilità". Pavani (Poggio): "Vogliamo i fatti"

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Flavio Tuzet, sindaco di Cento Ferrara, 25 settembre 2008 - LE FACCE sono tirate sì, come sempre. Ma stavolta un barlume di speranza — dialogo? possibilità di contare qualcosa? confronto? — i loro occhi lo esprimono. Escono dalla sede di Cmv alla spicciolata, i sindaci dei piccoli centri (Pieve di Cento, Castello D’Argile, Vigarano Mainarda, Mirabello, Bondeno, Poggio Renatico, Sant’Agostino e Goro) soci di minoranza dell’azienda multiservizi.
 

ALL’ORDINE del giorno dell’assemblea c’erano gli assetti e le relazioni interaziendali. E cosa è uscito? Riassuntino: si chiedono o le dimissioni dell’amministratore delegato o una sua presa di distanza formale dalle posizioni su dipendenti e soci che portarono alla guerra; si chiede la conferma del direttore generale Renato Guerzoni, che aveva sparigliato le carte nei giorni scorsi minacciando di prendere su armi e bagagli «a causa di intromissioni politiche» riguardanti la pianta organica e, conseguentemente, l’autonomia lavorativa; si chiede di essere interpellati nelle decisioni, e non di avere una pappa (indigesta) e peraltro sempre già pronta.
 

E LA RISPOSTA qual è stata? Cosa viene fuori dalle bocche dei centesi, che attraverso il Comune detengono la stragrande maggioranza del pacchetto azionario in quota Cmv? «Diciamo che rispetto ad altre volte è andata meglio — dice Giancarlo Pincelli, sindaco di Mirabello —. Forse Cento vuole prendere le distanze dal passato. Ma noi abbiamo fatto richieste ben precise: chiediamo di superare l’impasse attuale e speriamo che le cose vadano per il verso giusto. Cmv è una società in house, dunque speriamo che non conti solo chi ha le percentuali maggiori. Vogliamo essere ascoltati, serve armonia. E poi serve la conferma di Guerzoni mentre Fantoni deve chiarire la sua posizione».
 

LO STESSO concetto lo esprime anche il sindaco di Poggio Renatico Paolo Pavani: «Cento è disponibile a una gestione collegiale o vuole comandare da sola in base al suo pacchetto di azioni? Perché se non è così alla prossima assemblea dei soci possiamo anche non partecipare, e comportarci da semplici clienti. Bisogna ristabiliri condizioni dignitose di dialogo». Anche perchè i sindaci dei ‘piccoli’ avevano inviato una lettera riservata su queste tematiche. E non è mai arrivata alcuna risposta.
 

PER IL SINDACO di Bondeno Davide Verri c’è soltanto una soluzione: «La stabilità. Serve stabilità se vogliamo evolvere, crescere e proseguire in una strada che sembrava positiva». Ergo? La conferma di Guerzoni (che di fatto è ancora al suo posto), se non dovesse avvenire, potrebbe causare un terremoto.
 

di VALERIO BARONCINI










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