Cgil assedia Unindustria: "Siamo tutti in pericolo". Dal ‘sit in’ è allarme per le realtà produttive. Industria, chimica, commercio e pensioni i settori coinvolti
Ferrara, 15 novembre 2008 - La pioggia, il curioso ‘boicottaggio’ dei vigili urbani, la presa di distanze di Cisl e Uil non frenano la rabbia dei lavoratori Cgil: ieri mattina, per quasi due ore, alcune centinaia di dirigenti e iscritti al sindacato di piazza Verdi hanno manifestato di fronte alla sede di Unindustria in via Montebello. Trasformando il controverso sciopero generale in una sorta di riflessione pubblica sull’emergenza economica e occupazionale che investe il Paese ma soprattutto allarma Ferrara. "Sono migliaia i posti di lavoro a rischio — afferma il segretario generale della Camera del Lavoro Giuliano Guietti —; alle crisi ormai conclamate, si aggiungono segnali di altre gravi difficoltà. Tante aziende, dal manifatturiero al chimico sino al terziario, stanno utilizzando le ferie ed altri strumenti per far fronte al calo della domanda".
Ma iniziamo con il ‘film’ della protesta. Iniziato un po’ alla... De Funes: alle 9, orario d’inizio del presidio in via Montebello, dei vigili urbani non c’era alcuna traccia. Risultato, con i manifestanti ormai schierati le automobili continuavano a circolare, a rischio di incidenti; ad un certo punto sono stati proprio gli addetti della Cgil (dai neo segretari ‘aggiunti’ Francesco Barigozzi e Angela Alvisi allo storico dirigente Spi Giordano Poletti) a fare da scudo umano all’incrocio con corso Giovecca: "La gestione da parte della Polizia Municipale è stata spaventosa — tuona Guietti —, chiederò personalmente conto di questa inadempienza al comandante visto che gli agenti alle 9,30 affermavano di non aver ricevuto alcun ordine specifico".
Risolto il ‘pasticcio’, è iniziata la manifestazione vera e propria: sotto un gazebo allestito in prossimità del parcheggio di Santo Spirito, si sono susseguiti gli interventi di tre delegati (Fausto Pavani della Fiom, Denis Grechi della Filcem e Rita Tralli dei pensionati). Concordi nel sottolineare la gravità della crisi: "Non siamo purtroppo i protagonisti di un... reality show — sferza la Tralli —, purtroppo la situazione incide nel nostro lavoro e nella vita quotidiana di tantissime famiglie".
Alcune situazioni sono emblematiche, come quella della Nyl-Co, la società del petrolchimico per cui lavora Denis Grechi: «La nostra impresa è sempre stata un piccolo gioiello di efficienza e produttività, ma ad un certo punto soprattutto per il costo pauroso dell’energia ci siamo ritrovati in gravi difficoltà». Risultato, 30 addetti oggi in cassa integrazione e prospettive fosche: "La Nyl-Co paga l’energia elettrica il doppio rispetto alle altre imprese insediate nel polo chimico — afferma il segretario della Filcem Luca Fiorini —, è una situazione grave di cui anche Unindustria Ferrara dovrebbe occuparsi, intervenendo su Eni". Proprio nei confronti del colosso energetico, sono volate parole pesantissime: "Possiede quasi il monopolio della fornitura delle materie prime, dell’energia elettrica, del vapore e delle bonifiche ambientali — riprende Grechi —, è fondamentale che anche le istituzioni locali intervengano al più presto per determinare condizioni di salvaguardia delle imprese, e magari di sviluppo e crescita".
Sulla chimica, oltre che nell’industria manifatturiera, gravano le incognite oggi più pesanti. Ma anche in altri settori non si scherza: è il caso del commercio, che oggi registra lo sciopero degli addetti. Un centinaio dei quali, da Ferrara, parteciperanno alla manifestazione nazionale in programma a Roma: "Siamo in un periodo di grave sofferenza: negli ultimi due mesi si sono persi 150-200 posti di lavoro — afferma il segretario Filcams Natale Finchi —. Non si tratta solo di ‘precari’ o dipendenti part time, ma anche di figure storiche per le aziende". Altre ditte hanno poi appena comunicato l’avvio delle procedure di crisi: "Si tratta di ‘Quartiere Italiano’, ex I-Phil e Zanolini — rivela Finchi — e del gruppo FruttE’, per cui è iniziato l’iter della liquidazione. Ma temiamo che questa insidiosa... marea di esuberi e licenziamenti si estenda rapidamente nelle piccole e piccolissime aziende del settore".
Di fronte a questo quadro, e nella bufera delle polemiche che rende la pioggia gelata che ieri ha contraddistinto l’inizio della manifestazione quasi una doccia piacevole, non c’è che "resistere, con determinazione e rigore — afferma Guietti —; del resto oltre a quella della Cgil non ci sono altre risposte organiche alla crisi, nè da parte del governo, nè dai partiti politici, nè dagli altri sindacati dei lavoratori". Il segretario della Camera del Lavoro respinge infine l’accusa "di portare avanti la battaglia in preda a furore ideologico: è un atteggiamento che non ci appartiene, a nessuna latitudine — chiude Guietti —. E’ piuttosto il governo, ed il ministro del Lavoro Sacconi in particolare, ad aver lanciato una sorta di guerra santa alla Cgil, rischiando però di causare danni incalcolabili a milioni di lavoratori e cittadini".
di Stefano Lolli
Alla galleria Monica Benini di Ferrara, la mostra "Andy Warhol – Red Carpet" interamente dedicata all'artista americano propone opere del maestro della Pop Art. Fino al 14 dicembre