Sfiorata la tragedia nella Sacca di Goro dove la barca della guardiania è stata affondata: due all’ospedale. "Ci volevano uccidere. Siamo vivi per miracolo"
Ferrara, 22 novembre 2008 - Un sospiro profondo. "Sì, siamo ancora qui a raccontarcela. Siamo miracolati, non serve dire niente altro". La voce è bassa, a volte fatica pure ad uscire. Quello vissuto poche ore prima sulla propria pelle difficilmente sarà dimenticato. Lui è una delle guardie giurate della Coop Service che ogni notte fanno servizio marittimo di vigilanza agli allevamenti di vongole e di pesce dei vari consorzi nella sacca di Goro. Vittima, insieme ad un collega, di un terribile agguato a opera di nove pescatori di frodo che prima di scomparire nel buio hanno virato sopra i loro corpi inermi precipitati in acqua, rischiando più volte di decapitarli. Proprio uno dei due sfortunati protagonisti racconta la terribile vicenda.
E’ l’1.30 di giovedì. Nella zona nursery del novellame della sacca stanno pattugliando due pilotine della vigilanza, entrambe con un paio di guardie a bordo. "All’improvviso — racconta J., 40 anni di Porto Tolle, alla Coop Service da otto mesi — ci è arrivata richiesta di intervento da parte dell’altra nostra imbarcazione. Siamo partiti, ho detto al mio collega di rallentare perchè in mare c’erano pali di legno, c’era buio ed era pericoloso. In quel momento sono spuntate due barche, poi una terza: una ci ha speronato da destra, l’altra dalla parte opposta. La prima cosa che ho pensato è stata di portare a casa la pelle e ho sparato due colpi di pistola per intimidirli in aria. Ci volevano uccidere".
Ma il tentativo non avrà esito, anzi farà inferocire ancor più i ‘pirati delle vongole’. "Una barca si è messa sulla nostra scia — continua J. — e con la prua ha speronato con immane violenza la nostra poppa facendoci ribaltare. Ricordo che avevano due motori da 150 cavalli contro i nostri da 40. Ho fatto un volo di due metri e sono finito in mare mentre il mio collega (37 anni di Codigoro) sotto la pilotina. Abbiamo visto la morte in faccia, i loro natanti hanno virato due volte sopra le nostre teste. Ci cercavano. Io ho nuotato il più a fondo possibile per evitare di essere tranciato dalle eliche".
Solo l’arrivo dei carabinieri della Compagnia di Comacchio alla fine li farà desistere. Dei nove, tutti incappucciati, solo uno parlava e gesticolava. "Abbiamo visto la morte in faccia, ho provato una sensazione di impotenza. Se non arrivavano i carabinieri quelli ci ammazzavano". Entrambi sono stati ricoverati al Delta per la notte e dimessi ieri pomeriggio con una prognosi di 10 giorni. "Ora — chiude J. — mi prenderò un momento di riflessione prima di tornare a lavorare".
Intanto sull’argomento ha parlato Alvaro Mari, segretario regionale del comparto sicurezza Confsal (confederazione sindacati autonomi dei lavoratori): "Chiedo a gran voce di intervenire per assicurare alla giustizia queste persone che hanno tentato di uccidere le guardie. Farò intervenire anche il ministero dell’Interno". L’Arma indaga per tentato omicidio.
di Nicola Bianchi
Il prossimo 30 novembre si chiudono le iscrizioni a 'Pensando ai Mysteries', lo stage diretto da Cathy Marchand del Living Theatre che si terrà dal 9 al 12 dicembre al Teatro Julio Cortázar di Pontelagoscuro