La brutta storia arriva da un paese in provincia di Ferrara. L'arrestato è un ventenne che trascorreva molto tempo con il bambino: lo avrebbe toccato nelle parti intime e costretto a fare la stessa cosa con lui. Ora è ai domiciliari
Ferrara, 20 febbraio 2009 - Era l'amico di famiglia, il ragazzo che viveva e trascorreva gran parte del tempo insieme a quel bimbetto di quattro anni appena. Tant’è che i genitori del piccolo molto spesso lo lasciavano a giocare con lui soli in casa. E si fidavano senza il minimo sospetto. Ma a settembre dell’anno scorso il gioco si è trasformato in un incubo fatto di palpeggiamenti su quel corpicino indifeso: azioni che hanno indotto la procura ad emettere un’ordinanza di custodia nei confronti di un ragazzo di 24 anni. Una brutta storia che arriva da un piccolo paese della provincia di Ferrara cominciata i primi giorni di settembre.
Il 6 la famiglia del bimbino presenta querela ai carabinieri, "quel ragazzo ha commesso violenze contro nostro figlio". La notizia di reato arriva alla procura, il fascicolo finisce sul tavolo del sostituto procuratore Barbara Cavallo. I genitori raccontano che il loro figlioletto, un pomeriggio mentre era in casa solo con quel ragazzo, sarebbe stato toccato nelle parti intime e, a sua volta, costretto a fare lo stesso con il maggiorenne. "Facciamo un gioco nuovo", gli avrebbe intimato quest’ultimo confidando sulla fiducia che il bambino gli aveva sempre riservato.
Nel registro degli indagati finisce "l’amico" ventiquattrenne accusato di atti sessuali con minorenne (articolo 609quater del codice penale). Venti giorni più tardi, il 26, il gip firma l’ordinanza che porterà quel ragazzo agli arresti domiciliari (il pm aveva chiesto la custodia cautelare in carcere) dove si trova ancora oggi; a marzo scadranno i sei mesi previsti dalla legge per il provvedimento restrittivo. Intanto l’inchiesta decolla, l’indagato è sentito più volte, a lui viene chiesto di raccontare la propria verità. Anche la giovane vittima viene ascoltata ma in audizione protetta, garantendone tutte le cautele previste per i minori. In quell’occasione il piccino conferma ciò che, pochi mesi prima, aveva confidato la prima volta alla mamma raccontandole quel gioco perverso subito.
Si dà vita al primo incidente probatorio, la prova deve essere congelata, cristallizzata nel corso delle indagini preliminari. Ad un perito viene dato il compito di valutare l’attendibilità della deposizione del bambino. Ieri il consulente in aula ha confermato i fatti ritenendo il racconto della vittima del tutto credibile. Nella stessa occasione la difesa ha chiesto un secondo incidente probatorio: giovedì verrà dato incarico ad un nuovo esperto che dovrà valutare la personalità e la psicologia dell’indagato. La famiglia del bambino, che è assistita dall’avvocato Luca Tieghi, nel caso si arrivi ad un processo, ha espresso la volontà di non costituirsi parte civile. Ciò che vuole, semplicemente, è che l’indagato possa essere seguito dai servizi sociali perché quel suo gioco perverso non si ripeta mai più.
di Nicola Bianchi
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