I legali degli agenti coinvolti puntano il dito contro la Eds (excited delirium syndrom) e le droghe. Sarebbero queste, con elevata probabilita’, le cause della morte del ragazzo, avvenuta il 25 settembre 2005. Il pm aveva chiesto condanne per 3 anni e 8 mesi per ciascuno dei quattro
Ferrara, 30 giugno 2009 - Gli ultimi due difensori dei quattro poliziotti imputati nel processo per la morte del giovane Federico Aldrovandi, Michela Vecchi e Gabriele Bordoni, hanno concluso le arringhe (la sentenza e’ prevista il 6 luglio). I legali dei poliziotti puntano il dito contro la Eds (excited delirium syndrom) e le droghe. Sarebbero queste, con elevata probabilita’, le cause della morte di Federico, hanno spiegato oggi in aula al processo per la morte del ragazzo, avvenuta il 25 settembre 2005.
L’avvocato Vecchi nella sua lunga arringa ha sottolineato come l’accusa ponga in alternativa alla ‘’teoria della Eds che noi difensori sposiamo’’ la teoria di un arresto cardiocircolatorio causato dalla compressione e da un’azione violenta sul cuore da parte degli agenti, come indicato dalla consulenza di parte civile del professor Tiene che ravviso’ - nelle ultime fasi del processo - un ematoma sull’organo cardiaco del ragazzo, ma solamente dalle fotografie scattate durante l’autopsia.
‘’Consulenza questa - secondo la difesa - che poggia sul nulla, tanto che l’accusa sposandola ha scartato le conclusioni dei propri periti della procura e quelli del gip’’, ha ricordato il legale, sottolineando il paradosso che tutte le consulenze dell’accusa e quelle del giudice terzo, non sono state usate come prova d’accusa nella requisitoria del pm Nicola Proto che ha chiesto condanne per 3 anni e 8 mesi per ciascuno dei quattro agenti. Ma sono diventate elementi di riscontro per le difese stesse, quando ad esempio si e’ parlato di droghe e della incidenza che avrebbero pouto aver direttamente sulla morte del ragazzo.
Oltre 50 capitali, in più di 70 Paesi del mondo hanno aderito all'iniziativa "Città per la Vita - Città contro la Pena di Morte" promossa dalla Comunità di Sant'Egidio. Tra i monumenti illuminati il colosseo a Roma, la Plaza de Santa Ana di Madrid, l'Obelisco centrale di Buenos Aires, il Palazzo della Moneda a Santiago