Sono 24 cavità artificiali scavate nella campagna tra Forlì e Faenza, dalla popolazione locale come rifugio durante la Seconda guerra mondiale. L'idea è di restaurarle per inserirle nel futuro parco storico della Linea Gotica
Forlì, 26 novembre 2008 - Un’appendice del futuro parco storico della Linea Gotica: è quanto intendono realizzare l’associazione 'Amici di Castiglion' e il Comune di Forlì con le 24 cavità artificiali scavate nell’alveo del rio Cosina, nella campagna tra Forlì e Faenza, realizzate dalla popolazione locale della frazione di Castiglione come rifugio durante la Seconda guerra mondiale. “Non solo il recupero delle grotte, ma anche un’oasi naturalistica tutt’intorno (circa mezzo ettaro) e un museo da realizzare nella canonica della chiesa di Castiglione”, annuncia il progetto Camillo Fucci, presidente dell’associazione.
E il progetto piace all’amministrazione comunale, tanto che verrà sviluppato nel dettaglio con un convegno che si terrà venerdì sera e sabato mattina nel salone comunale di piazza Saffi. ”Da parte nostra siamo in trattativa con i proprietari dell’area, che intendono realizzare una cava, per lasciare libera e acquisire la zona delle grotte-rifugio”, spiega l’assessore all’Urbanistica Gabriele Zelli. Zelli approfondisce anche l’aspetto storico: “Alcune grotte sono fatte talmente bene che si reputa possano risalire a ben prima del ‘44, forse erano rifugi per i contrabbandieri, visto che di lì passava il confine tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana”. Gli stessi contrabbandieri che nel 1848, insomma, aiutarono Giuseppe Garibaldi a valicare il confine. Poi di quelle grotte si perse la memoria fino al 2004, quando sono state 'riscoperte' grazie ad un reduce inglese in visita alle zone in cui aveva combattuto.
L’obiettivo del Comune è inserire quest’attrattiva nel parco regionale della Linea Gotica. “Da anni stiamo lavorando ad un circuito del patrimonio storico collegato al passaggio del fronte e alla Resistenza”, spiega Vito Paticchia, dell’Istituto per i beni culturali. Coinvolta nel progetto c’è anche la facoltà di Architettura di Cesena: è stata una tesi di laurea, quella di Valentina Corzani, ad avanzare l’idea del parco storico che ora sta trovando sempre più sostenitori.
E' il mercato degli agricoltori locali per vendere i propri prodotti senza intermediazioni commerciali. Il Comune ha individuato piazza Dante come possibile area