Era una partita da vincere, invece Forlì al terzo set ha dilapidato il vantaggio su Perugia, che si è presa tutto. Complici anche un paio di fischi arbitrali
Forlì, 7 gennaio 2009 - C’è da battersi il petto fino a farsi male. Perché questa era da vincere, o almeno da portarsi un punticino dorato a casa. Immaginatevi una caramella mezza scartata, lì sul tavolo, che ti dice "prendimi". E con Perugia la Yoga stava davvero per prendersi la vittoria. Nel terzo set, sull’1-1, la squadra di Molducci aveva l’inerzia del match tutta dalla sua: 11-7. Poi zac, complici anche un paio di astrusi fischi arbitrali, la luce in casa Forlì si è spenta e gli umbri, più freddi nei momenti top, hanno fatto come gli Abba: "The winner takes it all", il vincitore si prende tutto e a Forlì non è rimasto nemmeno quel punto che avrebbe meritato.
Non è bastata una frenetica difesa, la carica di Patriarca (18 punti, 59% in attacco) e Tuba (19 e 40%, ma anche i soliti 5 erroracci); sono mancati Molteni e Haldane, e anche la regia di Redwitz è parsa a tratti poco lucida. Nell’Rpa nonostante i deliri di Savani (18 punti, ma 34% in attacco), sul più bello è emerso Vujevic, cinico come solo gli ex jugoslavi sanno essere. La gara non era iniziata bene. Forlì batteva male, faticava in ricezione: la solita fotocopia degli ultimi pallidi show al Palafiera. Di là Pippi era lindo in ricezione e Sintini si faceva beffe del muro di Forlì: Perugia volava sul 18-14, ma qui la Yoga si svegliava. Muro sincronizzato, Patriarca chirurgico (6 punti su 7 attacchi), Forlì arrivava lì, però Stokr chiudeva sul 25-22.
Non bisognava avvilirsi. Perché nel secondo set la Yoga era quella di Treviso. Parziale sempre in bilico: 6-6, 10-10, 15-15. Tuba faticava in attacco (29% nel parziale), ma si regalava un ace e tre muri. Bovolenta inchiodava il primo tempo del 19-19. Batticuore a mille, poi il break: un’infrazione di Bovolenta e un ace di Patriarca per il 20-22 Forlì. Molteni aveva la palla del 24-22, ma Felizardo lo murava: 23 pari, poi un tocco da brivido firmato Di Franco dava il primo setball Yoga. E bastava, perché la battuta di Tuba era ricevuta male, poi sulla rigiocata Molteni indovinava lo spiraglio giusto. Euforia così alle stelle che Forlì partiva come un cannone nel terzo set: 4-0, 8-4, 11-7.
E lì arrivava il black out: il turno di battuta di Bovolenta era malefico, Molteni sparava alle stelle (2 punti, 10% su 10 attacchi), la squadra si poggiava tutta su Tuba. 19-19, poi un ace e un attacco di Vujevic e un grave errore di Tuba scolpivano il 19-22 per Perugia. La Yoga comunque difendeva ogni palla e un incredibile muro solitario di Molteni su Stokr cesellava il 23-23. Serviva un ultimo sforzo: ma Savani era spietato nel cambio palla, poi gli arbitri fischiavano invasione a Di Franco e Perugia si prendeva il set (25-23). Nel quarto un ottimo Patriarca teneva Forlì attaccata fino al 14-14, poi gli umbri scappavano. Un ace di Felizardo dava il 17-14 all’Rpa. Forlì rimaneva lì. Molteni la portava sul 22-23, ma Stokr non aveva pietà, Natale era passato e il ceko chiudeva i conti 25-22. Ora la testa va a Pineto: quella partita sì che varrà tutta la stagione.
TABELLINO
1-3
YOGA FORLÌ: Henno (l), Molteni 12, Tuba 19, Haldane 5, Redwitz 1, Di Franco 4, Casadei, Loglisci, Patriarca 18. Non entrati: Bendi, Dolfo, Bozko. All. Molducci.
RPA PERUGIA: Kovacevic, Savani 18, Nemec, Sintini, Felizardo 10, Pippi (k), Vujevic 12, Stokr 19, Fanuli (l), Bovolenta 12. Non entrati: Serafini, Cruz De Carvalho, Botti. All. Di Pinto.
Arbitri: Ippoliti e Giani.
Successione set: 22-25, 25-23, 23-25, 22-25.
Note - Spettatori 1.700, incasso 8.100 euro. Durata set: 31’, 27’, 30’, 24’. Ace: 5 Forlì, 5 Perugia. Muri: 5 Forlì, 10 Perugia. Battute sbagliate: 13 Forlì, 20 Perugia.
Andrea Degidi
Diciassettenne, frequenta il liceo scientifico Calboli. Valbonesi è già autore di tre film e in procinto di presentarne un quarto, ‘Love Link’