Il vicesindaco rassicura sulla tenuta della società di urbanizzazione industriale che vanta un patrimonio immobiliare di un centinaio di milioni di euro. Intanto il direttore Bruno Lama da poco licenziato minaccia una maxi-causa di lavoro
Forlì, 7 gennaio 2009 - “Siamo preoccupati, ma non c’è alcun rischio di fallimento per Sapro”. E’ il vicesindaco di Forlì, Evangelista Castrucci, a buttare acqua sul fuoco delle polemiche che si è alimentato per tutto il periodo delle feste. La società di urbanizzazione industriale della provincia di Forlì-Cesena è in una situazione di grave squilibrio dei conti, con circa sei milioni di euro di interessi passivi all’anno sulle esposizioni bancarie, “ma si continua a dimenticare che Sapro ha un magazzino di aree per un centinaio milioni di euro che non si è svalutato e che non si svaluterà”, continua Castrucci. Il vicesindaco dà così l’alt alle voci che parlano di un fallimento o una liquidazione imminente della società.
A far temere è la delibera di ‘patronage’ (una garanzia speciale sul debito bancario di Sapro) approvata dalla giunta comunale, “una richiesta che proveniva da Sapro e a cui abbiamo ritenuto dar corso”, specifica il vicesindaco. “In questa situazione di crisi, il settore degli immobili aziendali è il più penalizzato - rileva sempre Castrucci - c’è una difficoltà di mercato a vendere i terreni, ma alcune trattative in corso potrebbero sbloccare la situazione anche tra breve”. In ogni caso, il Comune di Forlì (socio al 33% di Sapro) dà piena fiducia al cda della società: “Il Consiglio ci sta tenendo informati e non ci sono particolari problematicità”, è il commento della seconda carica del Comune.
A quanto pare, quindi, il municipio non metterà il becco nei dissidi interni alla Sapro, col licenziamento del direttore Bruno Lama (“E’ una Spa ed è responsabile il consiglio”, dice Castrucci), e questo nonostante Lama, esautorato dai suoi poteri il 18 dicembre, sventoli la minaccia di una maxi-causa di lavoro. “Ho un contratto a tempo indeterminato, faccio quello che farebbe ogni lavoratore”, spiega Lama. Solo la sua liquidazione sarebbe di oltre 350 mila euro, senza contare gli eventuali risarcimenti. Neanche l’ex direttore generale crede alla possibilità di fallimento, ma critica “la precipitazione che c’è stata nell’affrontare il problema”. Il mercato ora “è fermo, ma la situazione si poteva risolvere pragmaticamente vendendo qualche pezzo da novanta” dice Lama. Sapro ha un patrimonio da 110 milioni di euro in terreni e immobili. Invece, rileva sempre l’ex dirigente “ci si è fatti prendere dal panico”.
Lama si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Ci sono state scelte politiche fatte dal Consiglio, anche legittime, ma non si può far ricadere tutto solo sulle spalle del direttore”. Le “scelte politiche” per Lama sono che, di fatto, Sapro negli anni si è trasformata da un’azienda di urbanizzazione industriale (“compriamo aree, le urbanizziamo e le rimettiamo sul mercato a prezzi più bassi di quelli di mercato”) ad un’azienda a cui sono stati affidati nel tempo “interventi più pubblici, anche con investimenti pesanti e con tempi di ritorno più lunghi”. Per esempio la scelta di urbanizzare aree industriali nelle vallate “senza che ci fosse la domanda per quelle aree” è, per Lama, “una scelta poi da supportare a livello economico”.
A suo giudizio, quindi era evidente che “a svolgere un’attività non di core business si sarebbero incontrati questi problemi”. Lo scontro tra le due filosofie di gestione di Sapro si è concretizzato al momento di stilare il bilancio di previsione: “C’è chi ci vede una società immobiliare e chi una società di servizi”, commenta l’ex direttore. Taglia corto su questa polemica il vicesindaco Castrucci: “In questi anni nessuno ha mai obiettato sull’allargamento di mansioni di Sapro, che, ricordo, non ha perduto la sua vocazione originaria”.
Corre da undici mesi ed è già in orbita azzurra. Il 16enne diamante dell'Edera ha stravinto il Campaccio, la gara di cross vetrina d’Europa e si prepara ad essere il mezzofondista da battere nei campionati italiani