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PROSTITUZIONE / OPERAZIONE ALLEANZA ORIENTE

Sgominata organizzazione cinese
22 vittime in stato di schiavitù

Sono quattro gli arresti messi a segno dal Comando provinciale nella vasta indagine che ha coinvolto Emilia Romagna e Toscana e avviata nel 2006. Undici le case di tolleranza chiuse. Il capo della banda abitava a Castrocaro

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Prostituzione (foto Germogli) Forlì, 23 gennaio 2009 - Una importante operazione messa e segno dal Nucleo investigativo del Comando provinciale di Forlì-Cesena. I carabinieri hanno sgominato un’organizzazione cinese accusata di essere dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, con riduzione in schiavitù. Quattro le persone arrestate, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare; l’attività investigativa è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna.

 

L’indagine - denominata ‘Alleanza d’Oriente’ - era cominciata nell’ottobre 2006 e aveva preso il via dopo una serie di controlli a capannoni industriali a Forlì, gestiti da cinesi. In una prima fase furono eseguiti nove arresti, denunciate otto persone ed eseguite 12 perquisizioni. L’operazione che ha visto l’impiego di una quarantina di carabinieri, supportati dai militari e dai Nuclei Ispettorato del lavoro e Antisofisticazione e sanità, ha interessato Emilia-Romagna e Toscana e si è conclusa oggi a Forlì: almeno ventidue le persone di nazionalità cinese ritenute vittime del giro di prostituzione.

 

Le cinesi - hanno scoperto gli investigatori - si prostituivano in diversi appartamenti a Forlì, Castrocaro, Ravenna, Firenze, Pistoia, Lucca e Prato. Proprio quest’ultima città era l’epicentro di tutta l’organizzazione. Le indagini avevano già portato, fra il 2006 e il 2007, alla scoperta e chiusura di undici case di tolleranza. Gli arrestati sono Kamgsen Qiu, detto ‘Carlo’, 27 anni, domiciliato a Castrocaro Terme e considerato il capo dell’ organizzazione; Qiuwei Wu, detta Wei’, 28 anni, domiciliata a Prato; Zongping e Haiyan Wang, fratello e sorella di 28 e 27 anni, entrambi domiciliati a Prato.

 

Questi ultimi sono figli di un sedicente dentista, denunciato dai carabinieri del Nas di Firenze per esercizio arbitrario della professione di medico dentista, somministrazione abusiva di medicinali guasti o imperfetti. Alla Wang sono stati concessi gli arresti domiciliari in una comunità per avere partorito di recente. Durante gli arresti a Prato i militari forlivesi, in collaborazione con i colleghi toscani, hanno anche identificato 25 cinesi irregolari che venivano impiegati come operai in due capannoni adibiti a sartorie, all’interno dei quali erano state ricavate numerose camere da letto e una mensa. Con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono stati arrestati dai Carabinieri di Prato i due titolari dell’attività, mentre altri tre cittadini sono finiti in manette per violazione della legge Bossi-Fini. Sequestrati anche 10mila euro, diversi telefonini cellulari, computer e documentazione sull’attività illecita.
 










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