Quest'anno si parte in anticipo con lo Chardonnay, per il Sangiovese occorre aspettare ancora alcuni giorni. In ogni caso il clima di questi giorni con il caldo di giorno e il fresco di notte lascia pensare ad una buona annata
Forlì, 20 agosto 2009 - Scatta la vendemmia, in leggero anticipo. Si parte con lo Chardonnay, i cui grappoli dorati sono già pronti per la raccolta. Le previsioni volgono al bello, come i barometri. Ma saranno decisive queste ultime settimane che mancano per il Sangiovese, il vitigno principe della Romagna.
«Se la notte rinfresca e di giorno si mantiene caldo, è probabile una buona annata. L’uva è bella e sana, il grappolo pieno, ma fino all’ultimo non si può dire. Io credo di cominciare la vendemmia verso metà settembre», sostiene Cleonildo Bandini, presidente della Coldiretti, viticoltore in un piccolo podere da un ettaro sulle colline forlivesi. La grandine di una decina di giorni fa ha fatto danni, ed è soprattutto quello lo spauracchio.
In Lombardia hanno iniziato col Franciacorta già a inizio agosto. Da noi le prime raccolte sono di questi giorni. Si è mosso ieri Stefano Berti nella sua azienda agricola di Ravaldino in Monte. Curiosità: le 2-3 mila bottiglie di Chardonnay che ricaverà da 25 quintali di uva finiranno in Giappone, dove il vinicoltore forlivese ha trovato estimatori.
Piccola azienda famigliare che punta sulla qualità, tre etichette con un Sangiovese riserva, Berti concorda sulle previsioni di una vendemmia brillante. «Le condizioni sono promettenti, ma per le uve tardive come il Sangiovese servono maturazioni lente e quindi gli ultimi giorni sono fondamentali. Le annate migliori che ricordo sono state il 2001 e il 2004, ma anche il 2007 non è stato male».
Le cantine sociali stanno preparandosi al grande afflusso di mezzi carichi di uva e tutto il mondo che ruota attorno al vino è in trepida attesa. Pare tuttavia che rispetto a un tempo, trovare gli stagionali per la vendemmia non sia facile. «Da una parte ricevo mail da Milano e Torino di persone che si offrono gratuitamente di vendemmiare, in cambio di vitto e alloggio, ma questi non possono accoglierli. Invece gli studenti delle nostre parti non si propongono più e lavoratori stagionali stento a individuarne, anche perché con le mie dimensioni, 7 ettari e mezzo di vigna, ho una raccolta non continuativa. Prendo solo l’uva al momento giusto».
Chi ha le piante nei terreni più freschi, in pianura, aspetterà ancora alcuni giorni. Il menù comunque è sempre quello: prima Chardonnay e Sauvignon, quindi Merlot. Solo a settembre sarà la volta di Sangiovese, Trebbiano e Albana: a quel punto si saprà con certezza se il 2009 sarà un’annata da ricordare.
Fabio Gavelli
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