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IL LIBRO E’ USCITO IL PRIMO ROMANZO DELLA GIORNALISTA CATERINA CAVINA

«Con Alice racconto la mia Bassa»

di PATRICK COLGAN
GIORNALISTA (per il Domani di Imola), blogger e anche scrittrice. E’ uscito ieri, per Baldini Castoldi e Dalai ‘Le ciccione lo fanno meglio’, primo romanzo di Cate...
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3403.jpg 2008-04-02
di PATRICK COLGAN
GIORNALISTA (per il Domani di Imola), blogger e anche scrittrice. E’ uscito ieri, per Baldini Castoldi e Dalai ‘Le ciccione lo fanno meglio’, primo romanzo di Caterina Cavina. Protagonista è Alice, una ragazza di 140 chili di Guazza del Re, immaginario (ma assai verosimile) paese della Bassa, in cui si muovono personaggi veri, così veri che sembrano surreali. Luoghi e personaggi che Cavina conosce bene, visto che vive a Medicina. Tutto è partito da internet, dal suo blog (www.grassaebella.splinder.com) in cui racconta da anni un po’ di sé e un po’ le storie di altre persone, a lei più o meno vicine. Accomunate, quasi sempre, dalla Bassa.
Cavina, quando ha deciso che il blog sarebbe diventato un libro?
«Un giorno ho stampato il mio blog, una marea di fogli, storie, personaggi... e mi sono detta: e se ne facessi un libro? Lì è iniziato il calvario. Non volevo fare un diario (non lo era) e nemmeno una serie di racconti. Volevo scrivere una storia, con dei personaggi. E’ stato difficilissimo. Perché dovevo trovare la storia e i personaggi. Così ho riscritto tutto in terza persona e trovato i personaggi. L’ho rigirato in prima persona, e ho trovato la storia. E poi l’ho riscritto ancora... non lo farò mai più».
Come convincerebbe qualcuno a comprare il suo romanzo?
«Le potenziali lettrici le convinco così: non siete stanche dei soliti libri per donne dove la protagonista è alla fine belloccia, anche se un po’ sovrappeso, dolcemente imbranata, ma alla fine vincente, per niente sfigata, visto che realizza tutto quello che vuole e si sposa un uomo gentile e che per tutto il libro non fa che desiderarla (e lei
scioccamente non se ne accorge)? Vuoi leggere un libro dove la protagonista è sfasciata: obesa, alcolizzata, perdigiorno, corteggiata da uomini assurdi ai quali si concede non prima di aver perso i sensi? Una protagonista, Alice, che alla fine si prende le sue rivincite, ma non sono quelle canoniche della letteratura per pollastre (che si sintetizzano in: trovare uno straccio di uomo). Ai lettori maschi... non leggetelo, e se lo leggete poi non venite a cercarmi».
Certe volte nel libro le storie sembrano assurde. E invece è tutto vero?
«I fatti, e soprattutto i personaggi, più surreali sono i più veri. E’quando ho dovuto scrivere qualcosa di vagamente realistico che mi sono inventata tutto».
E’ vero che ha abbastanza materiale per un altro romanzo?
«Sì, ho buttato via’(in realtà è in qualche computer in cantina) metà del lavoro. Nella seconda parte la protagonista, Alice, vive altre storie, altre avventure. Tuttavia non so se scriverò un seguito, quella parte era perché non mi piaceva. Non c’era più la Bassa».
Ma che cos’è la Bassa?
«Non lo so. So solo che a un certo punto si scende sotto al livello del mare e succede qualcosa alle persone. Sarà l’aria rarefatta, la nebbia, o più probabilmente il vino, ma diventano più vere e allo stesso tempo più surreali, folli, originali, insomma: da raccontare».
Come la descriverebbe a un alieno?
«Hai presente Marte? E’ piatta uguale, ma ci si diverte di più».
Cosa si aspetta da questo libro?
«Non ne ho la più pallida idea. Mi piacerebbe, ovvio, che vendesse una marea di copie, ma allo stesso tempo ho timore delle reazioni della gente e quindi quasi vorrei che non lo leggesse nessuno. E visto che siamo in Italia, popolo di santi, navigatori e poeti, ma non di lettori, penso che il mio secondo desiderio verrà esaudito».









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