2008-12-04
di PATRICK COLGAN
«LA SANITA imolese ha bisogno di un piano strategico complessivo, subito. E io voglio partecipare a questo progetto». Il sindaco Daniele Manca lancia un messaggio chiaro e forte alla dirigenza dellAusl: «Prima di parlare di riorganizzazioni del sistema sanitario con lapertura del nuovo pronto soccorso afferma cè bisogno di una visione complessiva, che sia costruita coinvolgendo anche i medici. Questo per essere sicuri che questi cambiamenti portino a una maggiore qualità e non il contrario». Tre parole dordine devono guidare il piano: «Autonomia, qualità, universalità dellaccesso, che reputo irrinunciabili».
LIDEA di Manca parte da un dato generale: «Nonostante i tagli operati dal Governo, che diventeranno assai pesanti dal 2010, la Regione, nella legge Finanziaria che si appresta ad approvare, ritiene prioritario linvestimento nella Sanità. E anche per il 2009 vengono confermati gli stanziamenti del 2008. Ora tocca alle aziende, anche nella nostra città, fare un piano che ne rafforzi lautonomia. E deve essere unautonomia vera, basata su un progetto. E necessario caratterizzare il profilo sanitario dellazienda, scegliere su cosa puntare e come. Io chiedo alla dirigenza dellAusl di procedere in tempi rapidi a definirlo con un piano strategico che io vorrò conoscere, vedere, capire. Le risorse nellazienda ci sono, sia economiche sia umane».
Fondamentale per il primo cittadino è la condivisione del progetto: «Non è più tempo di piani imposti dallalto continua Manca . Bisogna avviare un dialogo con i primari che vanno coinvolti nel progetto». Il termine? Il sindaco indica la conferenza socio-sanitaria di primavera.
LOCCASIONE più importante per ripensare il sistema sanitario imolese secondo Manca arriva dallinaugurazione del nuovo Dipartimento di emergenza e accettazione (Dea), costato 18,5 milioni di euro. Lapertura era inizialmente prevista in ottobre, ma è slittata (si parla di febbraio). «Per sua natura continua il sindaco questo nuovo dipartimento ad alta tecnologia può diventare un luogo di collaborazione fra settori prima separati. E grazie alle dimensioni ridotte del nostro ospedale può diventare qualcosa di più di un semplice reparto, un motore di innovazione». Il sindaco pensa anche al coinvolgimento dellUniversità: «Possiamo portare ricerca, e andrà definito quanta e quale. Il punto fermo sarà uno: la ricerca dovrà trovare applicazioni concrete».
PROBLEMA scottante con il quale il sistema sanitario si deve confrontare sono le liste dattesa. Per alcuni tipi di visita o di intervento sono lunghissime, di mesi: «E un problema serio, perché così non si garantisce luniversalità dellaccesso. Grazie ad alcuni interventi messi in campo dallAusl i tempi in alcuni settori sono diminuiti sensibilmente, per esempio per le visite endocrinologiche o le mammografie. Andrà capito perché in altri settori non ci si è riuscito: il problema però va risolto e il piano strategico servirà anche a questo. Una cosa però va affermata, il nostro sistema sanitario è di qualità e lo dimostra che gli imolesi lo scelgono. Solo il 12 per cento nel 2007 ha usufruito di servizi fuori Ausl, molti dei quali per prestazioni che non sono fornite in città».
LE LISTE dattesa, secondo il sindaco, aumentano anche perché aumentano le richieste: «Negli ultimi anni afferma Manca lindice di consumo di prestazioni specialistiche è aumentato. Nel 2004 era di 2.959 per mille abitanti. Nel 2007 siamo a 3.779 per mille abitanti. E ogni anno cè stato un aumento medio dei volumi dellofferta fra il 6 e il 9 per cento. Va capito perché cè questa crescita, che non può dipendere solo dallinvecchiamento della popolazione. Dovremo anche coinvolgere i medici di base, come è già stato fatto con la medicina di gruppo».