Dopo la crisi del 2003-2004, quando un'alga rossa aveva inquinato il Chienti impedendo l'uso dell'acqua potabile per usi domestici, si è pensato di installare questo filtro a membrane che è in grado di fermare anche particelle non visibili a occhio nudo
Tolentino, 21 marzo 2008 - Per scongiurare un'emergenza idrica come quella verificatasi durante la stagione invernale 2003-2004, quanto il fiume Chienti fu interessato da un inquinamento algale proveniente dal lago di Fiastra che impediva l'uso dell'acqua potabile per scopi domestici, è stato installato nell'impianto di potabilizzazione un microfiltro a membrane in grado di fermare l'immissione nelle tubature di particelle inquinanti.
L'impianto, che riuscirà a fermare anche particelle non visibili a occhio nudo, non sarà attivo per tutto l'anno perché la città è servita completamente dall'acquedotto del Nera, ma potrebbe essere d'aiuto alla Protezione civile per fronteggiare situazioni d'emergenza che potrebbero interessare il territorio.
Nella crisi del 2003 "l'allora presidente del Consiglio - si legge in una nota - aveva dichiarato lo stato di emergenza idrica e conseguentemente era stato presentato un progetto per dotare l'impianto di potabilizzazione di un filtro in grado di bloccare il passaggio dell'alga (alga rossa) e di altre particelle inquinanti nelle condutture cittadine".
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