Macerata, 3 aprile 2008 - Ancora dieci giorni, poi andremo a votare per eleggere il nuovo Parlamento. Compito dei media è quello di informare, di dar conto di tutte le voci in campo, fornendo un contributo ai cittadini, affinché maturino consapevolmente la loro scelta.
Di qui l’idea di far parlare i candidati maceratesi, di far esporre loro vita, idee e programmi, a prescindere dal fatto se saranno eletti o no, attraverso alcune domande, uguali per tutti i candidati. L’obiettivo è quello di fornire un quadro ampio e articolato delle diverse posizioni, in un un contesto assai diverso rispetto a quello di due anni fa. Nel 2006, infatti, si fronteggiarono due coalizioni opposte, all’interno delle quali convivevano molti partiti.
Questa volta è diverso, specie al Senato, per il particolare meccanismo della legge elettorale. I due contendenti maggiori sono il Pd e il Pdl, ma vi sono altre formazioni con un consenso importante quali, ad esempio, l’Unione di Centro e la Sinistra Arcobaleno, che potrebbero sfondare la fatidica soglia dell’8%, oltrepassata la quale scatta il seggio senatoriale. E ci sono anche tanti candidati premier in più. E’ bene, dunque, cercare di capire bene quale è la partita e come si gioca.
Eletto al Senato nella XIV legislatura, non rieletto nell’ultima, Mario Cavallaro, 57 anni, avvocato, sindaco di Gagliole e coordinatore provinciale del Pd, è candidato nella lista della Camera, circoscrizione Marche, al settimo posto. Qual è il suo iter politico? "In gioventù mi sono formato nell’Azione Cattolica, poi sono entrato nella Dc, nella sua componente di sinistra, quindi sono pasato ai Popolari, poi alla Margherita e nel Pd. Un percorso compiuto tutto nell’ambito del cattolicesimo democratico".
Qual è la battaglia politica che la contraddistingue? "Ho lavorato molto sulla riforma delle professioni e dell’avvocatura, e credo di aver dato un contributo importante in tal senso. Sono molto vicino al mondo pacifista, a tutti coloro che credono nella forza del dialogo e del confronto".
In che misura la sua esperienza politica locale potrà esserle utile in un quadro nazionale? "E’ molto utile. L’esperienza di governo locale è una palestra straordinaria e indispensabile, anche perchè si affrontano i problemi in un continuo, serrato e diretto confronto con i cittadini. Un rapporto che va recuperato e rilanciato anche su scala nazionale. Uno dei motivi fondanti del Pd è proprio quello di riallacciare e dare forza al legame tra base e vertice, tra cittadini e gruppo dirigente, superando lo scollamento che si è rodootto negli ultimi anni".
Se fosse eletto quale sarebbe la prima cosa di cui si occuperebbe sul territorio? "Mi batterei soprattutto per chiudere definitivamente la partita delle infrastrutture territoriali. Certamente le strade, considerata anche l’accelerazione del completamento della Val di Chienti, ma anche l’introduzione o l’estensione delle reti tecnologiche, telematiche che permettono ristrutturazioni funzionali, come nel caso di tribunali e sanità, relegando nel passato la possibile chiusura delle sedi, ormai superata dai fatti".
Perché i maceratesi dovrebbero votarla? "Perché mi conoscono, perché credo di essere un interprete misurato del loro modo di essere. Insomma, ci somigliamo, ed io sono molto legato a questa comunità". Come ha organizzato la sua campagna elettorale? "Cercando il contatto diretto con i cittadini e puntando su obiettivi chiari, spiegati con un linguaggio comprensibile e immediato. Questo significa, soprattutto, incontri, una media di due o tre al gionro. In quanto coordinatore del Pd, poi, gestisco quello che è un vero e proprio diario elettorale quotidiano, in cui ricadono appuntamenti di varai natura, come l’incontro a cui chiamiamo i cittadini per domenica prossima, all’Abbadia di Fiastra".
Attualmente assessore provinciale all’ambiente, 44 anni, Carlo Migliorelli è candidato al Senato - Regione Marche , al quinto posto, nelle liste della Sinistra Arcobaleno. Qual è il suo iter politico? "In gioventù frequentavo la parrocchia dell’Immacolata. Subito dopo è cominciat la passione per la politica. Sono stato consigliere comunale e capogruppo di Rifondazione comunista nella giunta Maulo, quindi responsabile cittadino dello stesso partito e, oggi, sono assessore provinciale all’ambiente".
Qual è la battaglia politica che la contraddistingue? "Da sempre mi batto affincHè i servizi locali siano in mano pubblica, in particolare la gestione dell’acqua e dei rfiiuti. Non per una posizione “statalista”, ma perch»é ritengo che certi beni che sono pubblici, di tutti, per loro natura non debbano essere gestiti dai privati".
In che misura la sua esperienza politica locale potrà esserle utile in un quadro nazionale? "Molto. Chi fa il parlamentare nazionale si confronta con porvvedimenti che riguardano l’Italia intera, ma che corrispondono alle esigenze del territorio. Chi viene eletto porta con sé le esperienze vissute e maturate sul territorio, ma deve rappresentare tutto il Paese. Detto questo, si può fare un buon lavoro solo se si conosce bene il territorio. Ho l’impressione che negli ultimi anni certi modi di fare e certe scelte abbiano tradito la non conoscenza o una conoscenza superficiale del territorio".
Se fosse eletto quale sarebbe la prima cosa di cui si occuperebbe sul territorio? "Mi batterei per accelerare la bonifica del basso bacino del Chienti, uno dei rilevanti casi di inquinamento ambientale. Altro tema di cui mi occuperei sarebbe quello delle infrastrutture: non per dire sì ad ogni opera proposta, sempre e comunque, ma per scelte pensate, mirate e rispettose dell’ambiente. In tal senso chiederei di rivedere le scelte della Quadrilatero Spa. Mi pare sia in arrivo troppo cemento, con rischi per l’ambiente e la natura nella nostra terra".
Perché i maceratesi dovrebbero votarla? "Bella domanda. Perché credo di essere uno di loro, uno che ha profuso un grande impegno a stretto contatto con tutte le realtà: quelle ambientali, quelle associative, politiche e istituzionali. Un lavoro che credo di aver portato avanti, specie sulle tematiche ambientali, ma non solo, in un’ottica di apertura, confronto e dialogo. Credo sia questa la strada maestra per penetrare, comprendere e risolvere i problemi".
Come ha organizzato la sua campagna elettorale? "La nostra scelta non è quella di fare una campagna elettorale per singolo candidato, ma di fare un gioco di squadra, evidenziando le ragioni della necessità della Sinistra in Italia. Detto questo, partecipo di frequente ad incontri, incontro spesso piccoli gruppi o anche cittadini singoli, mi adopero nel fare volantinaggi. Ciò che conta è il contatto diretto con la geste, saperla ascoltare e tradurre in proposta politica le esigenze espresse".
Antonio Pettinari, segretario regionale e membro della direzione nazionale Udc; è stato consigliere provinciale dal 1985 al 1990 e presidente Commissione lavori pubblici, viabilità, trasporti e Protezione Civile. Cinque anni da assessore ai lavori pubblici, poi ininterrottamente capogruppo dell’Udc in Provincia. Oggi è candidato alla Camera (quinto posto) per l’Udc.
Qual è la battaglia politica per cui si è speso di più? "Ne ho fatte tante, tutte molto importanti, soprattutto nel settore delle infrastrutture e della viabilità. Dalla salvaguardia e rilancio della linea ferroviaria Civitanova-Albacina all’approvazione del piano provinciale dei trasporti; dal treno della lirica alla riorganizzazione della rete viaria a partire dall’ ultimo tratto Sfercia-Collesentino; dalla realizzazione di molte scuole e strutture sportive al piano di prevenzione degli incendi boschivi, con la partecipazione di circa 500 volontari".
In che misura la sua esperienza politica locale può essere utile in un quadro nazionale? "Mi farò portavoce dei problemi del territorio, soprattutto quelli legati alla famiglia e alla persona umana, spingendo per scelte politiche sociali mirate. Mi impegnerò per ridare peso politico alla nostra Regione e Provincia che risultano marginali rispetto alle scelte nazionali, per un rilancio del territorio e per un riequilibrio tra entroterra e costa".
Se verrà eletto, quale sarà la prima cosa che farà? "Restituire al nostro territorio una sanità dignitosa. Oggi la situazione è drammatica. C’è un grave deficit, Macerata continua ad essere penalizzata, con liste d’attese infinite e un pronto soccorso in grande difficoltà, non abbiamo un vero reparto oncologico, non disponiamo ancora dell’emodinamica".
Perché i maceratesi dovrebbero votarla? "Perché mi conoscono, sanno della mia lealtà e coerenza, della mia storia personale e politica fatta di progetti, impegni e serietà. Votando l’Udc voteranno rappresentanti del loro stesso territorio". Come ha organizzato la sua campagna elettorale? "Alla politica degli slogan ho scelto la politica dei contenuti. La mia campagna elettorale si basa sul programma, sui progetti e sui grandi temi che contraddistinguono il mio partito: la famiglia, l’identità cristiana, difesa della vita, l’autorità e il merito che a mio avviso rappresenta una vera e propria rivoluzione sociale. Un programma, dunque, forte e coerente con i nostri valori".
E’ consigliere regionale, e adesso Fabio Pistarelli, avvocato di 44 anni, è in corsa per la Camera. Infatti è all’undicesimo posto della lista per il Popolo della Libertà. Qual è il suo iter politico? "Ai tempi del liceo ho iniziato con la destra giovanile. La mia prima elezione ai tempi dell’università quando ho fatto parte del CdA. Poi sono stato consigliere di quartiere, dal ’93 al ’99 in Comune per Alleanza nazionale, nel ’95 la mia prima elezione in Regione, confermata nel 2000 e 2005".
Qual è la battaglia politica che la contraddistingue? "Ho sempre lottato per il riequilibrio del territorio. In particolare ricordo la battaglia per la sanità e non nascondo la soddisfazione per il polo oncologico a Macerata dotato di macchinari importanti come la Pet che, inizialmente, era destinata ad Ancona. Quante battaglie in Commissione sanità, ma alla fine sono riuscito a centrare l’obiettivo. Ma non è finita, adesso l’impegno è avere l’emodinamica. Il fatto è che la politica del Centrosinistra, al governo della Regione, è stata penalizzante per Macerata, Fermo e Ascoli".
In quale misura la sua esperienza politica locale potrà essere utile in un quadro nazionale? "Se in Regione siamo stati penalizzati, figuriamoci dal governo centrale. Si pensi ai ritardi in tanti settori vitali: infrastrutture stradali, ferroviarie e aeroportuali, all’energia. Finora l’unico vero investimento è stato fatto dal Governo Berlusconi con la Quadrilatero per il completamento della 76 e della 77, cioè dei collegamenti con Roma".
Se fosse eletto, quale sarebbe la prima cosa di cui si occuperebbe per il territorio? "Il completamento di queste importanti infrastrutture. La superstrada 77 deve arrivare a Foligno e poi non dobbiamo dimenticare le intervallive, cioè la Tolentino - San Severino, il collegamento tra le valli del Chienti e del Potenza, quest’ultima trascurata da troppo tempo, e poi è ora di completare il traforo del Cornello fermo da più di vent’anni. Inoltre bisogna rilanciare l’aeroporto di Falconara".
Perché i maceratesi dovrebbero votarla? "Per coerenza, per l’impegno che da sempre metto nell’attività politica fatta con passione e in nome di un radicamento territoriale. La politica deve esprimere i rappresentanti dal territorio". Come ha organizzato la sua campagna elettorale? "Molti contatti e incontri con la realtà della nostra provincia, che ben conosco. In questi giorni ho parlato con la gente e ho ascoltato i loro problemi, è importante saper ascoltare perché solo in questo modo è poi possibile dare le risposte giuste".
Quarantadue anni, due figli e una passione per la politica. Che ora spera lo porti fino a Palazzo Madama. Salvatore Piscitelli, avvocato, 42 anni, è avvocato e vicecoordinatore regionale di Forza Italia. Portorecanatese d’adozione (è nato a Napoli) la sua esperienza politica è iniziata nel ’94, come presidente del club Forza Italia-Porto Recanati. Ad oggi è assessore a Turismo, Cultura e Finanze dello stesso Comune, e coordinatore regionale dei Circoli del Buon Governo di cui è presidente nazionale Marcello Dell’Utri. Figura al terzo posto nella lista del Pdl per la circoscrizione delle Marche.
Qual è la battaglia politica che la contraddistingue? "Credo di essermi speso in particolar modo nel settore del turismo, che trovo determinante per la crescita di un territorio. Infatti la nostra azione di governo a Porto Recanati ha ottenuto come riconoscimento l’assegnazione, nel 2003, della Bandiera blu, poi riconfermata per gli anni successivi. Un riconoscimento prestigioso, che premia il nostro lavoro ma che soprattutto attesta i risultati raggiunti in termini di qualità dell’accoglienza, di rete dei servizi, di collegamenti costa entroterra".
In che misura la sua esperienza politica locale potrà esserle utile in un quadro nazionale? "Credo nella politica a servizio del cittadino. E credo che il centrodestra abbia sempre operato a servizio del territorio. E’ questo il mio “valore aggiunto”: la conoscenza delle problematiche, delle potenzialità, del tessuto socio economico del territorio. Problemi che in Parlamento potrei affrontare con strumenti legislativi più incisivi".
Se fosse eletto, quale sarebbe la prima cosa di cui si occuperebbe per il suo territorio? "Sicuramente mi occuperei delle carenze infrastrutturali delle Marche. Ci sono stati esponenti politici che per anni non hanno fatto nulla da questo punto di vista. Mentre i collegamenti sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo di qualsiasi territorio. Il completamento della Quadrilatero è l’esempio lampante".
Perché i maceratesi dovrebbero votarla? "Perché mi sento, e in definitiva sono, un maceratese: conosco il territorio, amo questa provincia, ho dieci anni di esperienza amministrativa, anche se a livello locale. E posso dire, che anche e soprattutto a livello locale, c’è una grande differenza tra zone governate tra centrodestra e centrosinistra: nelle prime è evidente la crescita, l’espansione, l’aumento della qualità della vita. Nelle altre c’è una sorta d’abbandono, come se l’unico obiettivo di chi governa fosse il mantenimento di un centro di potere".
Come ha organizzato la sua campagna elettorale? "Corro come un pazzo, sto girando il territorio e organizzando convegni e incontri, come quello, a cui tengo particolarmente, domani (leggi oggi, ndr) con Marcello Dell’Utri".
Franco Veroli / Paola Verolini / Lorenzo Monachesi / Benedetta Iacomucci
Venerdì è in scena 'La storia di Ronaldo pagliaccio del Mc Donald’s' di Rodrigo Garcia. Al centro dello spettacolo, in una autobiografia ragionata, un lavoratore sottopagato costretto a vestire l’abito del pagliaccio, riflette con amara ironia sul mondo contemporaneo