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IL PERSONAGGIO

Oscar Pistorius: "Lo sport ci rende tutti uguali"

L'atleta sudafricano che da anni corre i 400 matri con due protesi al posto delle gambe ha incontrato i ragazzi dell'Istituto di riabilitazione Santo Stefano di Porto Potenza a cui ha detto "Tutti ce la possiamo fare"

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Oscar Pistorius  all'Istituto Santo Stefano di Porto Potenza (Mc) Porto Potenza, 14 maggio 2008 - 'Yes we can', firmato Oscar Pistorius. Ieri sera, all’Istituto di riabilitazione Santo Stefano, più che l’atleta che cercherà di partecipare alle Olimpiadi di Pechino, ha parlato un semplice ragazzo di 21 anni, ammirato da tutti per il suo coraggio e la sua forza d’animo. Perché quello sportivo spesso può essere più efficace di qualsiasi altro tipo di messaggio. Rigorosamente con traduttrice al fianco ha risposto alle domande dei curiosi, sempre col sorriso stampato in volto.

 

Il quattrocentista sudafricano ha voluto far capire che con la forza di volontà si va oltre l’handicap e anche una persona a cui hanno amputato le gambe ad undici mesi può essere normale: "Lo sport unisce tutti, non ci devono essere differenze tra abili e disabili. Per me aver avuto a che fare con delle protesi ha comportato grandi sacrifici, non è certo stato facile".

 

La visita di Pistorius è stata quella dell’uomo giusto al posto giusto, visto che l’Istituto Santo Stefano, da oltre 20 anni consente a tanti giovani di praticare sport cimentandosi in numerose discipline. La squadra di pallacanestro è tra le migliori realtà del basket in carrozzina a livello nazionale, e i ragazzi qui pratocano anche varie specialità dell’atletica.

 

"Ho iniziato a correre nel gennaio del 2004 — ha spiegato Pistorius —. Cinque mesi prima ebbi un grave incidente durante una partita di rugby, lo sport che praticavo. I medici mi hanno consigliato di iniziare a correre e da lì è iniziata la mia mia attività. Ora spero che il Tas, che sta esaminando il mio caso con grande professionalità, accolga la mia richiesta di partecipare alle Olimpiadi di Pechino, altrimenti parteciperò ai Giochi Paraolimpici".

 

Parla ancora sorridendo Oscar Pistorius, senza neanche sfiorare la polemica. Parla come un ragazzo qualunque, nonostante il Times lo abbia inserito nell’elenco dei cento personaggi più conosciuti del mondo.

 

Stamane (dalle 9.30 alle 11) la nuova star dell’atletica, che si è dimostrato capace di battere ogni record, svolgerà un allenamento al Palaindoor di Ancona, assieme ai velocisti maceratesi Alessandro Berdini, Marco Salvucci e Filippo Reina.

 

Ieri sera Pistorius ha ricevuto gli omaggi e l’ammirazione di Potenza Picena, dell’Istituto Santo Stefano e del Panathlon (il presidente della federazione maceratese gli ha donato un gargliaddetto "per il suo coraggio e per la sua forza d’animo"). Per una lezione da Oscar: "Tutti ce la possiamo fare".

 

Matteo Zallocco










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