Dagli anni '90 una 57enne di Matelica subiva molestie e aggressioni da parte del marito. Eppure, malgrado due condanne contro di lui, ancora non riesce a ottenere un provvedimento che lo tenga lontano da lei e dalle figlie
Matelica, 9 luglio 2008 - Dagli anni Novanta subisce molestie, minacce, insulti e aggressioni da parte del marito. Eppure, malgrado due condanne contro di lui già passate in giudicato, di cui una anche per lesioni, ancora non riesce a ottenere un provvedimento che lo tenga lontano da lei e dalle figlie.
Ieri al tribunale di Camerino si è aperto l’ennesimo processo a carico del matelicese, G. C. (non mettiamo il nome solo per tutelare la ex moglie e le figlie) per l’accusa di molestie: dall’agosto 2006 al luglio 2007, l’uomo avrebbe perseguitato le tre donne, attaccandosi al citofono anche per mezz’ora consecutiva, insultandole e minacciandole.
In udienza, assistita dagli avvocati Mario Cavallaro e Paolo Carnevali, la ex coniuge si è costituita parte civile per chiedere un risarcimento, ma soprattutto per tornare a sollecitare un provvedimento di allontanamento da Matelica per l’ex marito, per poter finalmente vivere senza le sue continue minacce e i suoi ripetuti insulti.
Il processo ieri è stato aperto e subito rinviato ad ottobre, ma l’imputato ha già chiesto di poter chiudere il procedimento con una oblazione, cioè pagando una piccola somma ed estinguendo così il reato. Si tratta di una possibilità prevista dalla legge. La ex moglie e le figlie però si domandano quanto dovranno subire prima di poter ritrovare la pace cui hanno diritto.
Finora la magistratura di Camerino non le ha ascoltate, e loro temono che finché non succederà qualcosa di gravissimo nessuno si occuperà del loro caso. Nel frattempo sono costrette a continuare a subire aggressioni e molestie continue, in strada e nella loro casa.
Venerdì, alle 21.30, lo spettacolo di musica e colori. Le note dell'Orchestra filarmonica Marchigiana faranno da sottofondo allo spettacolo delle 'Fontane danzanti'