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IL CALCIO NEL LUTTO

Addio a Sensi, il romano con le radici a Visso

Commozione anche nel Maceratese per la morte del presidente della Roma, rimasto sempre legato a questa terra e a Visso, paese d'origine della sua famiglia di cui è stato pure sindaco. Domani i sindaci della vallata ai funerali

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Franco Sensi Macerata, 19 agosto 2008- Ci saranno tutti i sindaci della vallata ai funerali di Franco Sensi, morto la scorsa notte al Policlinico Gemelli, all’età di 82 anni. Ci andranno probabilmente in forma ufficiale, con i gonfaloni dei Comuni, per tributare l’ultimo saluto a un uomo che si sentiva "romano, romano di San Pietro", ma che alle Marche, e a Visso in particolar modo, paese d’origine dei suoi, era rimasto sempre molto legato.

D’altronde la ricchezza dei Sensi era nata proprio nella montagna maceratese, dove pascolavano greggi di centinaia di pecore, poi allevate in gran numero anche a Roma, nei terreni in seguito destinati a diventare oro con le lottizzazioni edilizie del Piano regolatore. Il padre di Sensi, Silvio, era stato sindaco di Visso negli anni Sessanta, e il presidente della Roma ne seguì le orme: più volte sindaco Dc del paese, l’ultima fra il 1990 e il 1995, poi consigliere comunale; sempre comunque attento alle vicende della sua terra, dove per oltre trent’anni è stato anche editore, con la Sea, del quotidiano regionale Corriere Adriatico (la vecchia Voce Adriatica), prima di cederlo a Gaetano Caltagirone.

Il suo legame con il territorio era diventato così caratterizzante, che in ambienti politici regionali, era il 2001, maturò a un certo punto anche l’idea di fare di farne un testimonial delle Marche. Lui la commentò così: "Sono romano di San Pietro, ma nelle Marche ho un castello, un giornale, una fabbrica, e una radice familiare a Visso. Ci devo riflettere, e comunque ringrazio chi ci ha pensato".

Alla fine l’idea non andò in porto, e l’antico castello di Beldiletto, appartenuto ai Varano, e che Sensi voleva recuperare "per farci delle attività culturali", finì al centro di un intricato contenzioso legale.
A Visso restano la casa di famiglia, una cappella funeraria ancora da terminare, i milioni donati dal patron dopo il terremoto del 1997 per la ricostruzione e tante battute fulminanti, testimonianza di quanto fosse profonda la sua ‘radice’ montanara. "La Banca delle Marche?" disse ad esempio una volta, entrando a gamba tesa in uno dei tanti minuetti fra finanza e impresa sul futuro dell’istituto di credito marchigiano: "Mi basterebbero le pecore che ho per comprarla tutta, ma non mi serve, e non la compro".

La Provincia di Macerata prenderà parte in forma ufficiale ai funerali dell'imprenditore. Insieme al gonfalone dell'amministrazione provinciale sarà presente nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura il vice presidente, Francesco Vitali.

Il presidente Giulio Silenzi ha fatto giungere alla famiglia Sensi un messaggio di cordoglio per la scomparsa di un imprenditore che ''ha sempre saputo esprimere un forte legame con le Marche e con la provincia di Macerata, e di un amministratore stimato che ha sempre espresso un grande attaccamento alla sua amata Visso''.

Anche il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si unisce al cordoglio che in questi giorni è stato manifestato da tutta la comunità di Visso per la scomparsa di Sensi, già sindaco della cittadina e Consigliere del Parco dal 1994 al 1999.

Orgoglioso della sua origine marchigiana, Franco Sensi ha anche sostenuto con forza, sin dall’inizio, l’istituzione del Parco dei Sibillini essendo convinto che questo rappresentasse, per gli abitanti di queste montagne, un formidabile volano di sviluppo.

Il Dottore - come veniva chiamato amichevolmente dagli abitanti di Visso – è stato Consigliere del Parco dei Sibillini dal 1994 al 1999 e si è battuto, con successo, per far si che la sua città di origine divenisse la sede degli uffici dell’Ente. Grazie ad una sua cospicua donazione il Parco ha potuto integrare la somma necessaria all’acquisto del Palazzo del Divino Amore che oggi ospita gli uffici dell’Ente.

Al di là di tutto ciò che Sensi ha fatto per il territorio montano dei Sibillini, i vertici del Parco, i dipendenti e i collaboratori sentono il bisogno di esprimere il sentimento di vicinanza verso la famiglia Sensi.










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