Il giovane, un marocchino di 28 anni, spacciava tra Recanati, Porto Recanati, Loreto e Castelfidardo fino a 60 chili di stupefacenti ogni dieci giorni. Ora gli inquirenti puntano sui narcotrafficanti internazionali
Porto Recanati, 1 ottobre 2008 - Riusciva a spacciare in media 50 chili di hashish ogni dieci giorni, guadagnando decine di migliaia di euro. Ma i suoi traffici non sono sfuggiti alla Guardia di Finanza. Così l’altra notte è finito in carcere un marocchino di 28 anni. In casa sua, a Castelfidardo, sono stati trovati 24 chili di stupefacente.
"Abbiamo iniziato a seguirlo una ventina di giorni fa — ha spiegato ieri il comandante della polizia tributaria Roberto Prosperi, illustrando l’indagine coordinata dal Pm Andrea Laurino —, e abbiamo visto che i suoi movimenti, tra Recanati, Porto Recanati, Loreto e Castelfidardo, erano sempre gli stessi: partiva sulla sua Citroen Saxo, andava verso la zona industriale di Villa Musone, incontrava qualcuno e poi si allontanava". L’altra sera i finanzieri lo hanno seguito. Il marocchino è andato come sempre nella zona industriale, lì ha confabulato con un’altra persona, poi i due si sono allontanati. I militari li hanno seguiti, e dopo un po’ hanno fermato il nordafricano. A bordo non c’era niente, allora i finanzieri hanno controllato il suo appartamento a Castelfidardo. E anche in casa il giovane non aveva nulla di compromettenete. Ma i militari non si sono arresi, hanno perquisito il garage e lì hanno trovato il tesoro: sotto una catasta di legna e roba vecchia, in un borsone, c’erano numerosi panetti di hashish, per un totale di 24,5 chili. Il marocchino aveva anche 5.270 euro in contanti, e un bilancino di precisione, che farebbe pensare alla vendita anche di altre sostanze stupefacenti.
Quasi tutti i panetti sono marcati con la lettera K. "Sono segni che indicano il luogo di provenienza dell’hashish — ha spiegato il colonnello Francesco Canuti, comandante provinciale delle Fiamme gialle —. La K sta per Ketana. Quasi tutta la droga sequestrata ha lo stesso simbolo, altri panetti ne hanno diversi: segno che il marocchino si era rifornito più volte. Del resto, secondo i nostri sospetti trattava dai 50 ai 60 chili di hashish ogni dieci giorni. La droga arriva in mare dal Marocco in Spagna, dove viene caricata nei container e spedita in tutta Europa". Visti i quantitativi che riusciva a piazzare, l’arrestato era sicuramente legato a qualche grosso gruppo di narcotrafficanti. Ed è su quelli che ora puntano gli inquirenti maceratesi. Dalle informazioni raccolte, stanno cercando di intercettare i soggetti che dalla Spagna fanno arrivare l’hashish marocchino in Italia. Si tratta a quanto sembra di nordafricani residenti nello stato iberico, elementi molto importanti nel traffico internazionale di sostanze.
"E’ comunque significativo — ha concluso il colonnello Canuti — che malgrado i sequestri rilevanti dei mesi scorsi, lungo la costa ancora riusciamo a trovare simili quantitativi di stupefacenti. Questo dà l’idea delle dimensioni del problema".
Michele Labianca, residente a Civitanova Marche, ha trionfato alla selezione finale del concorso portandosi a casa la soddisfazione di essere l’unico marchigiano finalista dell’edizione 2008
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