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L'INCHIESTA

Indagine sul traffico di opere d'arte:
il gip non convalida gli arresti di Recanati

Il pubblico ministero aveva rimesso in libertà gli indagati già poche ore dopo il fermo. Il giudice per le indagini preliminari, secondo quanto comunica un avvocato difensore, ha riconosciuto che i provvedimenti non erano motivati

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Una volante della polizia Macerata, 3 ottobre 2008 - Nel giugno scorso erano state arrestate dalla polizia, a Recanati, sei persone per tentata truffa aggravata e tentata esportazione illegale di opere d'arte. Erano accusati a vario titolo di aver tentato l'esportazione di due opere attribuite al Parmigianino e a Rubens, e di copie di epoca rinascimentale di altri artisti, fra cui Leonardo da Vinci.

 

I sei arresti non sono stati però convalidati dal gip di Macerata Claudio Bonifazi. Il pm Antonella Redaelli aveva rimesso in libertà gli indagati già poche ore dopo il fermo, e il gip (la sentenza è stata depositata oggi) ha riconosciuto - stando a quanto ha riferito l'avvocato Giampaolo Cicconi - che gli arresti non erano motivati. Anche perché le ipotesi di reato contestate prevedono una pena massima non superiore ai tre anni.

 

L'inchiesta tuttavia prosegue, anche con una rogatoria internazionale in Spagna. Uno dei quattro dipinti sequestrati era custodito nel caveau della Bcc di Recanati.










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