Una malformazione cardiaca uccise il figlio di una coppia di Loro Piceno. I dottori Perri, Ercoli e Staffolani saranno processati per omicidio colposo. L’accusa: "I sintomi del neonato avrebbero dovuto mettere in allarme i medici"
Macerata, 9 ottobre 2008 - Tre pediatri dell’ospedale di Macerata saranno processati ad aprile, per la morte di un bimbo avvenuta nel gennaio 2005. Sotto accusa sono il primario Paolo Perri e i colleghi Luciano Ercoli e Mirella Staffolani.
Una coppia di Loro Piceno aveva deciso di far nascere il figlio a Recanati. Dopo il parto e il ritorno a casa, però, mamma e neonato furono costretti a ricoverarsi di nuovo, stavolta a Macerata, a causa di alcuni problemi di salute del piccolo. Ma purtroppo dopo qualche giorno, quando ormai era stato deciso il trasferimento al Salesi di Ancona, il bimbo morì. Con l’autopsia si scoprì che soffriva di una malformazione cardiaca. La procura aprì un’inchiesta, e dispose una perizia in incidente probatorio. Secondo gli esperti, i sintomi avrebbero dovuto mettere in allarme i medici che visitarono il neonato, che quindi avrebbe potuto essere salvato.
Ieri per gli indagati è tenuta l’udienza preliminare, davanti al Gup Ercoli. Il Pm Laurino ha chiesto il rinvio a giudizio per i tre. I difensori invece, gli avvocati Giacomo Perri, Bruno Mandrelli e Valeria Attili hanno chiesto il proscioglimento dalle accuse, contestando prima di tutto che la patologia fosse così facilmente diagnosticabile; inoltre hanno rilevato che non era certo che il neonato si sarebbe salvato, se anche la malformazione fosse stata diagnosticata. Per questo hanno sostenuto l’assoluta mancanza di colpe in capo ai tre pediatri, che avrebbero fatto il possibile per curare il piccolo paziente.
Il gup ha comunque ritenuto di non poter prosciogliere gli imputati dall’accusa di omicidio colposo, e li ha rinviati a giudizio fissando il processo al 30 aprile.
Nello stesso procedimento, è coinvolta anche una pediatra recanatese, la dottoressa Lucia Bonazza, che seguì mamma e figlio dopo il parto. Per lei però l’avvocato Coltorti ha chiesto, nella precedente udienza, il rito abbreviato; il processo si terrà a 28 maggio.
Il corso mira a trasmettere agli operatori una maggiore qualificazione per aiutarli nello svolgimento delle loro attività lavorative ed è incentrato sui problemi riguardanti le tecniche di agricoltura a basso impatto ambientale
LEGGI LA NOTIZIA