Oltre un centinaio di macchinette sono state poste sotto sequestro dalla Guardia di finanza tra Macerata, Civitanova, Fermo e San Benedetto. I videopoker si collegavano a un sito internet senza usare la rete dei Monopoli
Macerata, 28 novembre 2008 - Più di un centinaio di videopoker sono stati sequestrati tra Macerata, Civitanova, Fermo e San Benedetto dalla Guardia di Finanza. Nel mirino sono finiti i nuovi modelli di macchinette, chiamati 'net shop'.
Si tratta di postazioni multimediali di fabbricazione austriaca. Per via telematica, queste postazioni si collegano a un sito internet, www.playnetisland.com, offrendo la possibilità di giocare a poker, black-jack, roulette, slot machine e altro ancora. Il collegamento però salta il passaggio con la rete dei Monopoli di Stato. Per questo la Finanza ipotizza che si tratti di un sistema per evadere il Fisco.
Gli inquirenti inoltre ipotizzano che si tratti di gioco d’azzardo, perché chi vince verrebbe pagato direttamente in denaro. Per queste due accuse, un centinaio di videogiochi (del costo di circa settemila euro ognuno) sono stati sequestrati nei bar e nelle sedi dei noleggiatori. L’operazione è scattata in contemporanea ieri mattina a Macerata, Civitanova, Fermo e San Benedetto, centri dove i nuovi modelli di videopoker stavano riscuotendo un discreto successo.
Uno dei noleggiatori coinvolti, una ditta di Civitanova a cui sono state sequestrate una trentina di macchinette, si è già rivolto a un legale, l’avvocato Luciano Pacioni, per ottenerne la restituzione e dimostrare l’infondatezza delle accuse. I giocatori infatti non vengono pagati in denaro: ricevono solo la possibilità di disputare un’altra partita, oppure gadget come compact disc o lettori Mp3. Si tratterebbe dunque solo di macchinette per l’intrattenimento, con nulla a che spartire con il gioco d’azzardo. Ora sulla natura di questi videogiochi e sulla correttezza dei sequestri si pronuncerà la magistratura.
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