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SALUTE

Latte alla spina, allarme batteri
Controlli a tappeto dell'Asur

Dopo nove casi di bimbi rimasti intossicati, ordinate ispezioni in allevamenti e distributori. "Nessuno di questi casi riguarda la provincia". Può trasmettere un germe: per evitare rischi "basta scaldarlo per 30 secondi a 70 gradi"

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Bicchiere di latte (Ap /Lapresse) Macerata, 6 dicembre 2008 - Da alimento salutare ed economico, a sorvegliato speciale. E’ il latte crudo, quello erogato dai distributori automatici. A far scattare l’allarme sono stati nove bambini, rimasti intossicati dopo aver averlo bevuto.
"Nessuno di questi casi riguarda la provincia — premette il dottor Luigi Monti, direttore del servizio veterinario igiene e alimenti dell’Asur di Macerata — Anche perché il germe che avrebbe causato le intossicazioni, l’Escherichia coli O 157, è molto raro: è stato scoperto qualche anno fa negli Stati Uniti, e ora anche in Italia. Questo non vuol dire che possa essere sottovalutato: la trasmissione non è difficile, ed è molto pericoloso perché causa complicazioni renali. Più che nel latte, per altro, si può trovare negli hamburger poco cotti".
 

 

Per avere la massima sicurezza, allevamenti e distributori automatici sono sotto stretta osservazione. "ll penultimo controllo a tappeto l’abbiamo fatto ad agosto — precisa il dottor Monti — l’ultimo la settimana scorsa. Tra l’altro, di solito negli allevamenti di bovini da latte, che in zona sono una decina, i capi utilizzati per la vendita di latte crudo sono pochi, selezionati perché particolarmente sani. Noi per sicurezza abbiamo controllato tutti gli animali. Non solo: le verifiche le abbiamo fatte anche negli allevamenti che vendono tutta la loro produzione ai marchi come TreValli; magari capita che regalino qualche litro di latte a conoscenti e amici, e quindi era meglio andare sul sicuro".

 

L’Asur ha trovato sempre tutto in regola, quindi il pericolo di essere infettati è basso. Per cautela comunque, giovedì la Regione ha inviato all’Asur una delibera: ora tutti i distributori automatici dovranno riportare l’indicazione di bollire il latte prima di berlo. "Basta scaldarlo per 30 secondi a 70 gradi — conclude il dottor Monti — Così non si corre alcun rischio".
Nelle Marche il latte crudo sta avendo un grande successo. Non subendo pastorizzazioni, mantiene alcuni enzimi che lo rendono molto più digeribile. E per finire, costa meno di quello industriale.










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