Proclamato il lutto cittadino. Il sindaco ha espresso il suo cordoglio e la partecipazione della città intera: "Luciano Pavarotti ha dato lustro a Modena nel mondo". E ricorda l'ultimo incontro avuto con il tenore: "Quando ci siamo visti mi ha salutato in dialetto"
Modena, 6 settembre 2007 - LUTTO CITTADINO
Il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha proclamato con un'ordinanza il lutto cittadino per il giorno dei funerali del tenore Luciano Pavarotti, che saranno celebrati sabato alle 15 nel Duomo di Modena. Durante il funerale commercianti del centro storico abbasseranno le saracinesche dei negozi in segno di lutto, ad eccezione dei pubblici esercizi, che - al contrario - sono invitati a svolgere regolarmente la loro attività per garantire i servizi essenziali.
Per l'intera durata dei funerali sono vietate nelle vie e nelle piazze del centro storico attività di lavoro, in particolare quelle rumorose, quelle che possono intralciare l'afflusso delle persone o che comportano l'uso di veicoli per il trasporto di materiali. Vietate anche le attività ludiche e ricreative e ogni altra attività che contrasti con il decoro previsto dal regolamento di Polizia urbana. Le bandiere degli edifici pubblici vanno, infine, listate a lutto.
IL CORDOGLIO DEL SINDACO GIORGIO PIGHI E DI MODENA INTERA
"Ci lascia un grande artista, un uomo buono. Luciano Pavarotti ha dato lustro a Modena nel mondo. Proporrò che gli venga intitolato il Teatro Comunale". È quanto ha affermato il sindaco di Modena, Giorgio Pighi, appresa la notizia della scomparsa di Luciano Pavarotti, nato a Modena 72 anni fa. Il sindaco, che ha espresso alla famiglia del tenore il cordoglio e la partecipazione sua e della intera città, ha aggiunto: "è un grande dolore per tutti noi, noi modenesi, noi cittadini di un mondo che è anche un pò nostro proprio grazie all'arte grandissima ed alla straordinaria generosità del maestro Pavarotti".
"Questo è, in primo luogo, il momento del lutto e della commozione, ma anche della consapevolezza di aver conosciuto e ammirato uno dei grandi personaggi della nostra epoca" ha continuato Pighi, dicendosi certo che la concittadinanza con il cantante è "una fortuna ed un privilegio che i modenesi, sono sicuro, ricambieranno con gratitudine e partecipazione". "Luciano non è riuscito a vincere l'ultima battaglia, ma la sua arte e la sua figura vivranno per sempre" ha specificato ancora il primo cittadino, ricordando che Pavarotti "ha utilizzato il suo straordinario talento per tracciare un solco profondo nell'arte e nella cultura di un secolo" e che "è riuscito a mantenere vivo un percorso parallelo, fatto di generosità, di umanità e di partecipazione ai problemi ed al dolore del mondo ed in particolare dei bambini".
"Se la sua arte è patrimonio di tutti, - ha continuato il sindaco - di quel mondo che per decenni ha incantato con la sua voce straordinaria, l'altro percorso lo sentiamo proprio nostro, di noi modenesi, perchè gran parte dell'opera umanitaria del maestro è stata portata avanti nel nome di Modena, della città e della terra che non ha mai smesso di amare e rispettare". Pighi, che aveva incontrato Pavarotti pochi giorni fa, ha riferito anche i suoi ultimi discorsi erano "tutti rivolti al futuro, alla soddisfazione per il premio Eccellenza della Cultura che il Governo si apprestava a riconoscergli e soprattutto per la realizzazione di un sogno e cioè la decisione del teatro La Scala di Milano e del teatro Comunale di Modena di dare vita ad un concorso internazionale per giovani cantanti". "Il Maestro Pavarotti - ha concluso il sindaco- continuerà ad illuminarci con la sua arte proprio attraverso questi ragazzi. Ci mancherà Luciano, ma ogni modenese lo conserverà gelosamente nel proprio cuore".
IL VICE SINDACO MARIO LUGLI
"Modena ha perso una delle figure più straordinarie della sua storia non solo recente". Così il vice sindaco Mario Lugli, assessore comunale alla Cultura, esprime il suo cordoglio per la morte del tenore Luciano Pavarotti. Lugli, che in mattinata si è recato nella villa di Santa Maria di Mugnano, alle porte della città, per esprimere ai famigliari il cordoglio dell'Amministrazione comunale, ricorda che "Modena aveva e ha ancora oggi una vocazione straordinaria per il canto e la lirica ed è stata la culla del più grande tenore degli ultimi 50 anni". "A noi l'impegno - conclude il vice sindaco - di saper trovare i modi per essere riconoscenti a Pavarotti e valorizzare lo straordinario patrimonio che questo grande uomo ci ha lasciato. Per questo mi associo alla proposta del sindaco Giorgio Pighi di intitolare al tenore il Teatro Comunale di Modena".
IL CONSIGLIO COMUNALE
"Un uomo straordinario, allegro e generoso che ha amato molto la sua città, la ha onorata con la sua presenza e ne ha fatto la capitale della musica. Il patrimonio artistico ed umano che ci ha lasciato non andrà disperso". Con queste parole il presidente del Consiglio comunale di Modena, Ennio Cottafavi, a nome suo e di tutto il Consiglio, esprime profondo cordoglio per la scomparsa del maestro Luciano Pavarotti. Già questo pomeriggio la conferenza dei Capigruppo si riunirà per tributare un primo sentito omaggio al Maestro scomparso.
"Con Pavarotti ho avuto un rapporto personale - ricorda Cottafavi - alimentato dalla grande ammirazione che avevo per lui come artista, ma lo ho anche incontrato ripetutamente in occasione del 'Pavarotti & Friends'. Solo il suo entusiasmo e la sua grande generosità gli ha consentito, pur tra mille difficoltà, di riuscire a realizzare un evento che ha portato nella nostra città i più importanti nomi della scena internazionale della musica. Gliene dobbiamo senza dubbio essere grati, come gli siamo grati di aver posto Modena anche al centro di importanti eventi sportivi, primo tra tutti il Concorso ippico".
EMILIO SABATTINI
"Il mondo intero ha perso un talento musicale eccezionale. Modena ha perso anche uno dei suoi figli più cari, un pezzo importante della sua storia". È quanto scrive il presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini, che, in un messaggio ai familiari del tenore, ha espresso anche a nome della giunta "cordoglio e commozione per la scomparsa del maestro Luciano Pavarotti", spentosi all'alba nella sua casa alla periferia di Modena.
"Modena ha avuto il privilegio di condividere la vita e la carriera di quest'uomo straordinario, che nonostante la notorietà internazionale ha sempre conservato un forte legame con la sua terra, l'ha amata e si è impegnato in prima persona nel renderla famosa nel mondo" aggiunge Sabattini, ricordando il contributo dato anche di recente dal maestro Pavarotti per una campagna della Provincia di promozione del territorio modenese e dei suoi prodotti di eccellenza. "Salutiamo lo straordinario artista - conclude Sabattini - e insieme l'uomo, che ha saputo conservare la modestia tipica della nostra gente e che, con generosità, si è impegnato per innumerevoli cause umanitarie".
GIAN CARLO PELLACANI
Anche il mondo universitario si è unito nel cordoglio per la morte di Luciano Pavarotti: “La scomparsa del Maestro Luciano Pavarotti addolora profondamente tutta l'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, perché priva la città non solo di un grande modenese, ma della sua figura più rappresentativa nel mondo''. Con queste parole il rettore dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia Gian Carlo Pellacani ha ricordato il grande tenore modenese.
''Con lui - prosegue - se n'è andata una delle voci più autorevoli della tradizione lirica italiana, un interprete che ha saputo affascinare le platee di tutto il mondo. Se ne è andato anche un uomo che ha saputo sempre unire il proprio meritato successo ad iniziative umanitarie e filantropiche delle quali tutti gli siamo grati. Per l'ambiente accademico, per la citta è un momento triste. Da oggi il mondo della cultura è più arido''.
''A nome dell'Ateneo e mio personale - aggiunge Calzolari - desidero esprimere ai famigliari il profondo cordoglio dell'Università di Modena e Reggio Emilia e l'auspicio che Luciano Pavarotti verrà per sempre ricordato dai modenesi e dalle Istituzioni tra i suoi cittadini illustri, accanto a Ludovico Antonio Muratori, Torquato Tasso, Ciro Menotti, Enzo Ferrari, personalità nelle quali si possono riconoscere lo slancio ed i tratti dell'ingegno modenese. Se ne e' andato un grande che lascia un vuoto incolmabile''.
MARIANGELA BASTICO
"Un grande concittadino, che ha reso celebre nel mondo il nome di Modena e ha reso i modenesi orgogliosi della loro città". Lo afferma Mariangela Bastico, viceministro alla Pubblica Istruzione ed ex sindaco di Modena, dolendosi per la scomparsa di Luciano Pavarotti. "Ho amato in lui, come tutti, i tratti tipici di noi modenesi: il modo diretto e schietto di essere, il grande impegno sul lavoro. Ma lo voglio ricordare anche come grande maestro di musica: è stato capace di educare al canto intere generazioni di giovani e ha trasformato il teatro Comunale di Modena in una scuola aperta a ragazzi di tutto il mondo".
"La musica - sottolinea Bastico - è arricchimento ed è uno dei saperi fondamentali che la scuola deve trasmettere, oltre che linguaggio universale capace di superare barriere culturali e religiose. Per questo, tra le indicazioni per i nuovi programmi, viene attribuito maggiore peso alla musica come materia di insegnamento.
Vorrei considerare questa novità una sorta di omaggio al maestro Pavarotti, un ringraziamento per averci avvicinato alla grande musica e alle sue emozioni senza tempo".
PIERO FERRARI
Piero Ferrari è arrivato alla villa di Pavarotti alle 9.15 e ha rilasciato una breve dichiarazione ai cronisti: ''L'ho salutato per l'ultima volta tre giorni fa - ha raccontato - Era molto giù, ma lottava ancora. Era un grande lottatore. E' stato solo un saluto''. Il figlio di Enzo Ferrari ha ripetuto più volte ''è un momento duro, molto difficile. I miei ricordi con lui sono tanti, ma quello più grande è quello della sua voce, della sua musica. E' stato davvero un grande che ha dato tanto alla musica, a Modena, all'Italia tutta''.
ROBERTO RONCHI
L'amministratore delegato della Maserati esprime il suo cordoglio: "L'Italia perde uno dei suoi esponenti di primo piano, la città di Modena un suo patrimonio inestimabile e la Maserati un amico. ''Ci sono poche parole in un momento come questo ma a noi in Maserati piace ricordarlo come lo vediamo in una fotografia davanti alla quale passiamo ogni giorno: sorridente, al volante di una nostra vettura''.