L'indagine è partita da Verona. I carabinieri hanno raccolto documentazione anche in alcuni Comuni della zona di Vignola, clienti di una delle ditte che noleggiano i fotored
Modena, 10 giugno - L'inchiesta della Procura di Verona sui "semafori intelligenti" e sui fotored arriva a toccare anche il Modenese. I carabinieri hanno infatti richiesto documentazione anche ad alcuni Comuni della nostra provincia, in particolare dell'Unione Terre di Castelli (Vignola, Castelnuovo, Spilamberto e Castelvetro), così come hanno fatto con 62 Comuni di varie regioni. I militari si sono fatti consegnare, per esempio, verbali di contravvenzione o autorizzazioni ministeriali e comunali relative ai semafori su cui è stato installato un occhio elettronico, per "pizzicare" chi passa col rosso.
L'indagine condotta dai carabinieri di San Bonifacio (Verona) riguarda in particolare la durata del giallo, che potrebbe essere troppo breve. Gli automobilisti, insomma, non sarebbero in grado di oltrepassare in tempo l'incrocio, e le multe sarebbero così molto facili. L'inchiesta, avviata in gennaio da un esposto di un consigliere provinciale di Forza Italia di Verona, ha coinvolto amministratori e funzionari di tre ditte (di Como, Vicenza e Sant'Arcangelo di Romagna) che hanno noleggiato gli strumenti per la rilevazione delle infrazioni. Fra i clienti di una delle aziende, ci sono appunto alcuni Comuni del Modenese. Saranno le indagini a stabilire se il giallo abbia una durata adeguata.
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