Cinque anni di reclusione per ciascuno dei quattro uomini ritenuti responsabili del ferimento di un imprenditore edile a Castelfranco Emilia. Furono acciuffati grazie alla memoria fotografica di un carabiniere
Modena, 30 giugno 2008 - Sono stati condannati dal Gip distrettuale di Bologna Alberto Gamberini i quattro uomini ritenuti appertenenti al 'clan dei casalesi' che il 7 maggio 2007 in un cantiere di Castelfranco Emilia gambizzarono Giuseppe Pagano, imprenditore edile originario del casertano ma attivo in Emilia. La pena è di cinque anni di carcere ciascuno con rito abbreviato.
A chiedere la condanna dei quattro era stato il pm della Direzione distrettuale antimafia Lucia Musti. I quattro sono Antonio Noviello, di Casal di Principe (Caserta), di 33 anni; Giuseppe Claudio Virgilio, nato in Germania, 31 anni; Rodolfo Spaterella, casertano di 32; Enrico Diana, 27, di Aversa (Caserta). Sono tutti in carcere.
All'origine dell'agguato ci sarebbe stata la deposizione fatta dalla vittima a un processo contro Raffaele Diana, esponente di spicco del 'clan dei casalesi'. I quattro vennero bloccati poco dopo la gambizzazione: Noviello nel modenese, gli altri tre a Firenze. Vennero individuati grazie alla buona memoria di un maggiore dei carabinieri che, quando venne diramata la nota di ricerca della Panda su cui gli attentatori erano fuggiti, si ricordò di aver visto una vettura simile (color grigio azzurro) poche ore prima, parcheggiata accanto ad una Fiat Croma grigia con una leggera ammaccatura.
Il militare si ricordò anche le lettere iniziali della targa (CZ) e di aver visto quattro uomini che parlavano accanto alle vetture. Scattarono le ricerche che portarono agli arresti. L'episodio è stato considerato dagli inquirenti come un tentativo di importare in Emilia i metodi utilizzati dai 'casalesi'.
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