"Sono stata superata a velocità folle da un bolide in collaudo", dice un'avvocatessa. "Lo spostamento d'aria mi ha spinta contro il guard rail. E ho distrutto la mia auto"
Modena, 8 luglio 2008. La tangenziale come un circuito di prova non autorizzato. Questo pensa ora l’avvocato Daria Scarciglia, automobilista rimasta miracolosamente salva in un incidente l’altra mattina. Uno schianto causato, a suo dire, da un bolide in collaudo di una nota casa costruttrice modenese che l’ha sorpassata a velocità tale da spingerla con lo spostamento d’aria contro un guard rail. Lo schianto ha distrutto la sua automobile sulla complanare, all’altezza dell’uscita 18. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale, ma del bolide non c’era più traccia. «Ha solo rallentato, con la sua targa di prova, dopo essersi reso conto di quello che era successo — dice l’avvocato Scarciglia — poi è ripartito. Una circostanza che può confermare anche il conducente di un furgone che invece si è fermato a soccorrermi. Potevo essere morta, ma il collaudatore è scappato».
La vicenda a dir poco spiacevole capitata alla Scarciglia si lega a una lettera pubblicata questo mese dal mensile ‘Quattroruote’, in cui un modenese segnalava la presenza di bolidi in prova a velocità proibite sulla Tangenziale: «chi viene colto alla sprovvista dal sopraggiungere di questi bolidi — si legge — può spaventarsi e agire in modo pericoloso, con conseguenze gravi». Un allarme che è risultato purtroppo quasi profetico per l’avvocato rimasto vivo fra le lamiere della propria vettura.
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