Per verificare la preparazione degli studenti ci sarà un test iniziale. Inoltre, per tutti i corsi di laurea già 'riordinati', si prevede anche di diminuire il numero degli esami per renderli più impegnativi
Modena, 9 luglio 2008 - All'Università di Modena e Reggio Emilia scatta da quest'anno la prova d'ingresso per gran parte delle facoltà per verificare il livello di preparazione degli studenti. Il test, che ci sarà in tutti i corsi di laurea già riordinati secondo la riforma (29 su 91) e nelle facoltà di Economia e Ingegneria (unica a prevederlo già da anni) non ha un valore selettivo, ma solo orientativo: dopo le prove le facoltà, a settembre, organizzeranno corsi per permettere il recupero dei meno preparati in modo che alla partenza delle lezioni tutti abbiano colmato il gap. Nulla cambia invece per la facoltà a numero chiuso, come Medicina, che continuano a prevedere un test di selezione: chi non lo passa, in questo caso, non può iscriversi.
La prova d'ingresso è una delle principali novità dell'offerta formativa per l'anno accademico 2008-9 presentata oggi dall'Università che comprende nuovi arrivati come i corsi di laurea in Marketing e organizzazione d'impresa, in Scienze della cultura (di fatto una laurea interclasse in Storia e Filosofia) e le lauree magistrali (due anni) in Informatica e Scienze pedagogiche. Globalmente i corsi di laurea sono passati da 89 a 91 (47 triennali di primo livello, 23 specialistiche di secondo livello, 21 magistrali a ciclo unico), ma già dal prossimo anno le facoltà dovranno pensare a un dimagrimento per via di un altro aspetto della riforma che prevede la scomparsa di corsi che non hanno un determinato tetto di studenti e di docenti: "E' un processo che va fatto entro il 2010- spiega il rettore uscente Giancarlo Pellacani-. Toccherà alle singole facoltà decidere la riduzione del numero dei corsi".
Oltre alla prova d'ingresso quest'anno è poi stato applicato per i 29 corsi di laurea già "riordinati" un terzo importante aspetto della riforma, quello che prevede di diminuire il numero di esami e di renderli allo stesso tempo più impegnativi: "Anche in questo caso avevamo tempo per farlo fino al 2010- dice ancora Pellacani-, ma molte facoltà erano già in grado di uniformarsi ai requisiti richiesti e non si è voluto perdere tempo consentendo alle nuove matricole di seguire corsi che non verranno modificati".
Sul fronte delle iscrizioni l'anno accademico che si è concluso ha visto un boom (rispetto al 2006-7) di Bioscienze e biotecnologie (+135% di iscritti), seguita, a distanza, da Ingegneria e da Lettere e filosofia (rispettivamente +26% e +21%); in forte calo invece Agraria (-17%) e Giurisprudenza (-14%). Per quanto riguarda le tasse universitarie Pellacani ha confermato che per il 2008-9 "non ci saranno aumenti. Ma per l'anno successivo- ha aggiunto- ci sono nubi nere dal momento che la bozza di Finanziaria prevede nuovi tagli alle Università". Lui però avrà già passato la mano.
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