E' stato 'inchiodato' dai due connazionali che si erano presentati in caserma per chiarire la loro posizione in merito all'uccisione di Shahbaz Akthar, l'operaio che abitava a San Prospero
Reggio Emilia, 5 agosto 2008 - Anche la terza persona è stata fermata. E'stato infatti fermato dai carabinieri un terzo cittadino pakistano, accusato di aver preso parte all'aggressione costata la vita a Shahbaz Akthar, l'operaio di 25 anni che abitava a San Prospero di Modena colpito a morte sabato sera con bastoni, spranghe e, probabilmente un'accetta. L'aggressione mortale è avvenuta in piazza a Villarotta di Luzzara, nel reggiano. Il pakistano è stato portato in caserma dai carabinieri di Guastalla per interrogarlo.
Ora lo straniero è in stato di fermo di polizia. Ad indicarlo come uno degli autori materiali dell'omicidio sono stati i due suoi connazionali - Mohamed Asif, di 39 anni, e Mohammad Arshad, entrambi residenti a Luzzara, che domenica si erano presentati spontaneamente in caserma per chiarire la loro posizione, forse sentendosi braccati. Asif e Arshadi hanno ammesso di aver partecipato all'aggressione, ma di non aver colpito Akthar.
Secondo la loro versione sarebbero fuggiti quando lo hanno visto a terra, insanguinato, pare dopo una scivolata in seguito della quale avrebbe battuto la testa contro una fioriera, vicino ad un bar. La causa del 'regolamento di conti' di sabato sera sarebbero vecchi dissapori tra famiglie pakistane. L'incontro 'chiarificatore' secondo i due uomini sarebbe stato chiesto proprio da Akhtarl, il pakistano rimasto ucciso.
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