La scrittrice si aggiudica la 13.a edizione con "L'equilibrio degli squali", mentre lo scrittore (che già ha conquistato lo Strega) viene segnalato come migliore opera prima. La consegna del premio il 23 agosto a Pievepelago
Modena, 7 agosto 2008. Sono Caterina Bonvicini e Paolo Giordano i due vincitori della 13.a edizione del premio letterario Frignano, che verrà consegnato il 23 agosto a Pievepelago. Caterina Bonvicini si è aggiudicata il premio letterario (5.000 euro) con “L’equilibrio degli squali”, edito da Garzanti, mentre Paolo Giordano (già vincitore del premio Strega e del premio Campiello opera prima) al Frignano riceve la segnalazione come migliore opera prima per il suo romanzo “La solitudine dei numeri primi”, edito da Mondadori.
La manifestazione, che anche quest’anno ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del Presidente della Repubblica, la Medaglia per la cultura, è nata nel 1959 ed è organizzata dal Comune di Pievepelago, dall’Accademia dello Scoltenna e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena: presidente onorario della giuria (di cui in passato ha fatto parte anche Carlo Bo) è Arrigo Levi. Fanno parte della commissione giudicatrice Franca Baldelli, Roberto Barbolini, Alberto Bertoni, Michelina Borsari, Stefano Calabrese e Giuseppe Pederiali. Michelina Borsari, coordinatrice della giuria, sottolinea che anche quest’anno il livello dei libri presentati dalle case editrici è stato particolarmente alto, “e questo è un segno di riconoscimento per il premio Frignano”.
“L’equilibrio degli squali” di Caterina Bonvicini è un romanzo sulla solitudine e sull’amore, sull’amicizia e sulla passione, sulla follia e sul male di vivere, dove lo squalo diventa un modello comportamentale, oltre che un simbolo. E ciò che l'abitudine alla fotografia subacquea insegna alla protagonista, si ritrova anche fuori dagli oceani. Il padre di Sofia vive lontano dalla figlia: è attratto dagli squali, che studia e fotografa con passione, avvicinandosi a loro senza gabbia di protezione, con coraggiosa incoscienza. Vive tra Sudafrica e Australia e resta in contatto con Sofia via mail, le racconta i suoi incontri da brivido e le manda videomessaggi spettacolari dal fascino unico. Anche le persone che Sofia incontra – a cominciare da suo marito Nicola – sono affascinanti come gli squali, e possono avere reazioni ugualmente pericolose, anche se molto diverse. Attraverso una metafora di grande suggestione, Caterina Bonvicini racconta la maturazione di una giovane alle prese con la sua fragilità e la fragilità di tutti noi, con quel vuoto e quella ferita che ci portano ad aggredire anche chi amiamo di più.
“La solitudine dei numeri primi”, uno dei maggiori successi editoriali degli ultimi anni, è il romanzo di esordio di Paolo Giordano e racconta la storia di due ragazzi, Alice e Mattia, entrambi segnati da un passato difficile e destinati a vivere vite parallele che si sfiorano appena senza mai toccarsi. I due protagonisti si scopriranno strettamente uniti ma invincibilmente divisi, come quei numeri speciali che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Giordano tocca con sguardo lucido e profondo una materia che brucia per le sue implicazioni emotive.
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