[an error occurred while processing this directive]
Notizie Modena
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
MARZAGLIA

Via gli anarchici di 'Libera'
Dieci ore di caos e tensione

Polizia, carabinieri e vigili urbani mobilitati per lo sgombero del casolare di via Pomposiana, nell'area dove dovrà sorgere la pista prove. Lunghe trattative, tafferugli e feriti per riuscire a svuotare lo stabile che si è sbriciolato sotto i colpi delle ruspe

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Modena, sgombero di Libera Modena, 9 agosto 2008. Ci sono voluti i manganelli, una settantina di uomini e dieci ore di trattativa per sgomberare gli anarchici di Libera dalla loro sede in via Pomposiana a Marzaglia. L’avevano detto: «Resisteremo con tutte le nostre forze». E quello che doveva essere un blitz ordinato dal Comune per abbattere la casa occupata dagli anarchici, è diventato un tira e molla di trattative. Le forze dell’ordine hanno dovuto utilizzare gli scudi, i caschi e gli sfollagente per riuscire a svuotare lo stabile che alle 21 si è sbriciolato sotto i colpi delle ruspe. Così potranno partire i lavori per la costruzione dell’autodromo a cui gli anarchici si sono sempre opposti: «L’acqua è anche vostra», urlavano i membri delle varie associazioni che formano il coordinamento contro la pista prove. Sotto le campagne di Marzaglia, infatti, ci sono le falde acquifere che, secondo Libera, rischiano di essere inquinate dal circuito automobilistico. «Questo è un polo ambientale, no all’autodromo».

Così quando a mezzogiorno e mezzo le vedette appostate sul tetto hanno avvistato la fila di auto della polizia, vigili urbani e carabinieri, si è formata la prima catena umana per impedire l’avanzare delle forze dell’ordine. Gli anarchici rimasti fuori dalla casa, che alla fine sono diventati una cinquantina grazie ai rinforzi arrivati da tutto il nord Italia, hanno cominciato a fare le barricate davanti alle porte d’ingresso, accatastando tavoli e sedie. Ma ogni ingresso era già bloccato dall’interno, dove gli anarchici avevano cosparso di olio i pavimenti e bloccato le scale con mobili e tutto quello che hanno trovato nella sede. Sul tetto erano in cinque, saliti all’alba ci sono rimasti fino alle 18.30 quando, dopo ore di trattativa sotto un sole scottante, sono stati raggiunti dalla polizia con l’autoscala dei vigili del fuoco, per poi essere portati a terra. Il portavoce di Libera, Franco Bertoli detto Colbi, si è anche incatenato alle tegole del tetto e per liberarlo è servito il tronchese. Un altro ‘compagno', invece, ha infilato il braccio all’interno di un bidone riempito di cemento, ed è rimasto lì, in trappola, fino alle 20 quando i pompieri non lo hanno liberato.

Le forze dell’ordine sono entrate nella casa sfondando le porte alle 15.30 , portando fuori gli anarchici asserragliati e arrivando sul tetto per trattare con gli i più strenui. I ‘ribelli’ hanno anche fatto resistenza all’arrivo dell’autoscala dei pompieri, sedendosi a terra per impedire al mezzo di avanzare. Il tafferuglio, però, è scoppiato quando le forze dell’ordine hanno tentato di portare fuori dalla casa a forza due ragazze che si erano legate alle inferriate delle finestre: sono partiti insulti e botte, finché la polizia non ha caricato: un anarchico è rimasto ferito alla testa mentre alcuni poliziotti, tra cui due funzionari, e vigili urbani hanno rimediato graffi e contusioni.

«Uno sgombero illegittimo — ha detto l’avvocato Fausto Gianelli che difende gli anarchici — Lo stabile è stato concesso agli ‘Agitati’ con una delibera di giunta nel novembre del 2002 e la concessione scade nel novembre di quest’anno. Il Comune sgombera lo stabile accampando la scusa che gli ‘Agitati’ non esitono più. Ma non è vero. Inoltre l’ordinanza di sgombero è stata eseguita nei confronti di quattro persone, non dell’associazione a cui era stato concesso l’edificio. Noi abbiamo fatto ricorso al Tar e ora il Comune sgombera la casa senza attendere la sentenza prevista per fine mese. Vorrà dire che ci pagheranno i danni».

Alle 21, attraverso il viale dei ribelli, neanche a farlo apposta, sono arrivate le ruspe che hanno demolito la sede di Libera per fare posto all’autodromo. Altre due case vicine erano state abbattute nel pomeriggio. Il Comune aveva fretta di liberare l’area. «Siamo rimasti senza un posto per riunirci — dicevano gli anarchici — ma soprattutto sarà costruita la pista prove, un mostro ecologico che farà del male a tutti i modenesi». Con la casa è sparita anche la bandiera di Libera, che fino all’ultimo sventolava sul tetto a testimoniare la presenza, fino all’ultimo, degli scomodi inquilini.

di VALENTINA BELTRAME










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Alessandro Preziosi

I giorni Preziosi
del Poesia festival

Dal 25 al 28 settembre ospiti d'eccezione nei borghi dell'Unione Terre di castelli, con un ricco programma

LEGGI LA NOTIZIA

Pancia da birra

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli