Il caldo e il vento hanno causato il cedimento della colla. I tecnici della Masserdotti sono stati richiamati dalle ferie: in partenza i lavori per riattaccare il telo di Paladino staccatosi nella parte superiore. Molte le polemiche
Modena, 19 agosto 2008 - Prima il caldo ha sciolto la colla, poi il vento impetuoso del giorno di Ferragosto ha staccato un parte del telone. Così, per la seconda volta la 'veste' decorata da Mimmo Paladino, progettata e installata per proteggere la Ghirlandina finché non saranno conclusi i lavori di restauro, dovrà essere riparata dagli specialisti della ditta Masserdotti di Brescia, gli unici in grado di smontare, sistemare e rimontare la tela.
Ieri mattina i tecnici del Comune erano già all’opera per ancorare il telo e metterlo in sicurezza: la scollatura infatti, si è verificata nella rientranza che dà su piazza Grande, ricavata per coprire l’ascensore utilizzato per i lavori di restauro. Lunga una trentina di metri a partire dalla cima, sicuramente la lacerazione si sarebbe allungata ancora di più verso il basso se non fossero stati presi provvedimenti. Ecco perché i tecnici modenesi, dopo essersi consultati con gli specialisti della Messerdotti, hanno deciso di stendere dei cavi d’acciaio da cima a fondo per ancorare provvisoriamente il telone e evitare altre scollature.
Ma perchè si tira in ballo la colla, quando invece lo scorso 25 marzo, quando una parte del telone si staccò rischiando di volare via, si parlò di ganci lacerati? La piega del telo, in questo caso, è incollata a un listello di materiale plastico. Questo listello, a sua volta, è agganciato al ponteggio. Quello che si è parzialmente staccato quindi, è questo supporto in plastica.
"Ovviamente una volta scoperta la lacerazione — ha detto l’assessore al Centro storico Roberto Guerzoni — abbiamo immediatamente contattato la ditta di Brescia che si è occupata del montaggio. Non è stato facile, Ferragosto è passato da tre giorni e molte aziende sono chiuse. Nonostante ciò siamo riusciti a rintracciare i titolari, che a loro volta dovranno richiamare dalle ferie gli operai specializzati nella manutenzione. Ma non saranno qui prima di mercoledì mattina. Da quanto abbiamo capito comunque — ha aggiunto Guerzoni — gli operai potrebbero anche essere in grado di concludere tutto entro 24 ore: per intenderci, forse riusciranno a smontare i due teloni, reincollarli al listello e rimontarli conculdendo tutto in giornata".
Nonostante lo strappo, i guai eventuali sembrano essere limitati: "Il telo non ha subito danni di nessun tipo — dice Guerzoni — Il fatto che in otto mesi si sia lacerato due volte non ci preoccupa più di tanto. Siamo pur sempre di fronte a un telo da cantiere, soggetto alle intemperie e agli sbalzi di temperatura. Ricordiamoci infatti che questa è la funzione del telone: ricoprire i ponteggi che servono per restaurare la Ghirlandina. Con l’unica differenza che questi teli sono stati decorati da un artista. Ma per il resto, pur con tutti gli accorgimenti del caso, restano dei teli da cantiere. E il cantiere è stato montato otto mesi fa, qundi è perfettamente nella norma procedere a un lavoro di manutenzione che riguarda anche eventuali incidenti causati dal maltempo. In questo caso — prosegue Guerzoni — il cantiere per un intervento così complesso ed importante che avviene su tutta la torre Ghirlandina necessita di un’attenzione particolare e di un controllo che vengono continuamente esercitati dalla direzione dei lavori".
Intanto procedono i lavori di restauro sulla torre simbolo della città: dopo lo studio approfondito delle varie pietre che compongono la Ghirlandina gradatamente si procederà ai lavori di consolidamento e ripulitura. Per l’esattezza verrà smontata, restaurata e rimontata la balconata superiore posta a 78 metri d’altezza; verranno ripulite e consolidate la sfera e la croce poste sulla punta della torre; verrà sostiuito il piombo interno della guiglia superiore; in un momento successivo saranno sostituiti i manti di piombo a 60 metri d’altezza ripristinato l’intonaco dentro la cuspide. E soprattutto verranno consolidate le coperture in pietra e le decorazioni esterne.
Intanto nelle scorse settimane sono state effettuate la serie di prove per verificare la qualità e le condizioni delle pietre che costituiscono il rivestimento della torre. Sono stati verificati anche gli eventuali metodi da applicare e le sostanze da usare per raggiungere i risultati migliori che, secondo il piano stabilito dal Comitato Scientifico che sovrintende ai restauri, deve prevedere anche la minima invasività che dovrà comportare anche la massima reversibilità. Il degrado della pietra sembra essere molto vario e differenziato in base alla tipologia di materiale e alla sua esposizione.
di Roberto Grimaldi
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