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STRADE INSANGUINATE

Morte in motocicletta, è un giallo
"Un’automobile ci ha speronato"

Daniel Ruddy Mateo, 32enne dominicano residente a Campogalliano parla dall’ospedale, dopo il terribile incidente in moto nel quale ha perso la vita l'amico Josè Alberto Malagoli, 25enne venezuelano residente in Italia

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Incidente in moto a Modena Modena, 20 agosto 2008 - "Volevano ucciderci. Erano in tre e ci hanno speronato su un’Alfa 147. E il mio amico è morto. Io sono stato più fortunato, almeno sono vivo". Daniel Ruddy Mateo, 32enne dominicano residente a Campogalliano parla dal letto dell’ospedale, ricoverato a Baggiovara dopo il terribile incidente in moto nel quale ha perso la vita il suo amico Josè Alberto Malagoli, 25enne nato in Venezuela ma da anni in Italia. Lo scontro è avvenuto poco prima delle 5 di ieri mattina in via Gherbella a San Donnino: la Suzuki su cui viaggiavano i due amici si è schiantata contro il ponte che sovrasta il torrente Tiepido per poi finire sulla pista ciclabile. I due ragazzi sono stati sbalzati di sella: Josè Alberto ha fatto un volo tremendo ed è morto sul colpo mentre Daniel, che guidava la motocicletta, è svenuto per riprendere conoscenza solo qualche minuto dopo.

 

"Quando mi sono risvegliato — racconta Daniel — ho visto che Alberto era morto. Non aveva più il casco che era stato appoggiato sul manubrio della moto. Io non avevo più la catenina d’argento. Sono stati loro". Daniel si riferisce agli occupanti dell’automobile inseguitrice: "Ci hanno mandato fuori strada — dice — poi sono scappati. Li conosco, sono dei sudamericani, ma non so perché volevano ucciderci". I due amici avevano trascorso la serata in discoteca, al Frozen, e poi avevano deciso di andare al Roxy bar di via Giardini per fare colazione: "Durante il tragitto in moto — racconta ancora Daniel — mi sono accorto che un’automobile ci seguiva. A un certo punto siamo stati speronati, hanno lanciato dal finestrino una bottiglia che probabilmente si erano procurati in discoteca. Allora ho capito che non scherzavano e mi sono messo a correre, per scappare. Non sapevo dove andare, guidavo senza una meta, finché non siamo arrivati nel luogo dello schianto. Non ricordo nulla, solo che ci hanno colpito, ho perso il controllo del mezzo e siamo caduti". La moto, secondo i rilievi della polizia stradale, andava a forte velocità ed è entrata sulla pista ciclabile che porta sulla Vignolese.

 

Daniel è rimasto qualche minuto senza sensi, poi si è ripreso e ha cominciato a chiedere aiuto. L’amico era morto e lui non sapeva dove si trovava. E’ stato lui, ferito, a chiamare i soccorsi con il cellulare, ma la polizia e l’ambulanza hanno impiegato molto tempo a raggiungerli perché non si capiva dove si trovassero. Alla fine Daniel ha suonato il campanello di una casa vicina per chiedere aiuto. E’ stato un uomo che abita in una villa vicino al luogo dell’incidente a chiamare il 118 e a dare riferimenti precisi. E’ intervenuta quindi la polizia stradale di Modena per i rilievi, insieme a una pattuglia della squadra volante : gli agenti stanno anche vagliando la testimonianza del giovane sopravvissuto, trasportato all’ospedale di Baggiovara con ferite di media gravità. Il ragazzo ferito è stato sottoposto agli accertamenti tossicologici di routine, mentre la polizia stradale sta indagando per risalire all’Alfa 147 e ai suoi occupanti.

 

"Quei tre erano in discoteca — conclude Daniel — non abbiamo litigato, tra noi non corre buon sangue ma non so davvero perché volessero ucciderci. Quando siamo caduti mi hanno strappato la catenina e poi hanno spostato il casco di Josè. Sono sicuro che lo indossava. Poi sono spariti". Il corpo di Josè Alberto Malagoli è stato portato dai necrofori all’istituto di medicina legale di Modena dove molto probabilmente sarà effettuata l’autopsia.

 

di Valentina Beltrame










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