Il bomber del Bayern loda la Germania: "Ogni tanto cerco di scoprire qualche punto debole, qualcosa di imperfetto, ma qui funziona davvero tutto". E si augura che un giorno anche la sua città natale possa essere così
Berlino, 20 agosto 2008 - Il successo professionale ottenuto nel Bayern di Monaco non ha fatto dimenticare a Luca Toni l'atmosfera esaltante della Serie A italiana, dove intende concludere la sua carriera. "Penso che terminerò la mia carriera in Italia", annuncia il bomber del Bayern in un'intervista al settimanale 'Die Zeit'. "In Italia sono giunto a quota 99 goal e vorrei tornare in Serie A per arrivare a 100, anche se c'è ancora tempo. Ho ancora molti anni davanti a me".
Il 31enne attaccante di Modena spiega che in ogni caso intende continuare a giocare ancora per "cinque o sei anni". Passando a parlare della sua vita nella capitale bavarese, Toni ammette di essere stato completamente all'oscuro di come si viva all'estero, prima di mettere i piedi fuori dall'Italia. "Ero così ignorante - dichiara - da pensare che all'estero tutti vivessero come noi italiani".
Nel frattempo lo 'Stuermer' del Bayern si dice affascinato dalle condizioni di vita a Monaco di Baviera e si augura che anche nella sua città natale possano regnare lo stesso ordine e la stessa pulizia. "A Monaco è tutto davvero perfetto - spiega - pulizia, ordine, sicurezza. Vorrei che anche a Modena la sicurezza fosse così elevata. A Monaco tutto è così perfetto e impeccabile che a volte sembra quasi noioso. Ogni tanto cerco di scoprire qualche punto debole, qualcosa di imperfetto, ma qui funziona davvero tutto".
L'unica cosa che non funziona, invece, è il suo apprendimento della lingua tedesca, che continua a creare qualche difficoltà all'attaccante italiano. "Penso che questa non sia una priorità", spiega, aggiungendo di andare solo "di tanto in tanto" a frequentare i corsi di italiano. "Negli intervalli degli allenamenti sono troppo stanco", dichiara al settimanale di Amburgo, "poi ho gli impegni con gli sponsor o sono in viaggio. Più che di tempo, per imparare (una lingua, ndr) si ha bisogno della testa, per questo è difficile trovare una giornata per fare tutto". Anche se il suo tedesco zoppica parecchio, gli insulti dei tifosi avversari Toni comunque li capisce, ma sembrano non impensierirlo più di tanto. "Capisco poco il tedesco - dice - ma gli insulti li capisco, anzi mi piacciono addirittura".
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