Colpo a Nonantola, minacciati 5 impiegati e una decina di clienti, il raid ha fruttato solo pochi spiccioli. A Bastiglia invece i ladri ci rimettono 50 euro. In via Emilia Est l'ennesimo furto per un bottino di diecimila euro
Nonantola, 27 agosto 2008 - Rapina in paese ai danni di un istituto di credito. Erano circa le 9.30 di ieri quando due persone a volto scoperto sono entrate nella sede della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, in via Walter Tabacchi. Brandendo i cutter, hanno intimato ai cinque impiegati presenti assieme a una decina di clienti di consegnare loro tutto il denaro: 1.500 euro, e a quanto sembra, tutto in monetine. Un magro bottino (anche grazie alla temporizzazione della cassaforte)per un’azione compiuta molto probabilmente dai soliti ‘pendolari delle rapine’; quelli di ieri parlavano con accento meridionale.
Spaventati e amareggiati i dipendenti della banca, che dopo avere affisso all’esterno il cartello “Chiuso per rapina” sono rimasti negli uffici per fornire le loro testimonianze agli investigatori e agli uomini della scientifica dei carabinieri. Ieri mattina, in molti si chiedevano come può essere possibile che due uomini a volto scoperto possano agire indisturbati a pochi metri dal supermercato, mentre la gente ignara stava riempiendo i carrelli di merce. Una situazione che fino a pochi anni fa, Nonantola non conosceva. Poi, come in tante altre realtà, anche l’antico paese benedettino ha dovuto conoscere il diffondersi della criminalità.
Nel recente passato la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza aveva già subito un’altra rapina, preceduta in pratica da quasi tutti gli altri istituti di credito presenti in paese. La più violenta fu quella subita un paio d’anni fa dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna, dove fu preso in ostaggio uno dei cassieri. Lo scorso anno la rapina ai danni dell’orologiaio Vittorio Ansaloni, che subì in seguito anche una truffa con destrezza (il negozio ha chiuso definitivamente da pochi giorni).
A quei colpi si aggiungono i continui furti nelle abitazioni, i pannelli solari rubati dai tetti delle scuole medie, gli atti di bullismo nel parco, le frequenti liti tra extracomunitari. Ancora un paio di mesi fa, alcuni sorridevano all’idea che anche a Nonantola potessero sfilare le ronde private per controllare il territorio. Una cosa è certa, che queste azioni delittuose stanno esasperando la cittadinanza che chiede, agli organi preposti alla sicurezza, maggiore controlli. E’ probabile che i due rapinatori siano gli stessi che ieri hanno poi tentato di rapinare, intorno alle 11 e trenta, l’Unicredit di Bastiglia, in questo caso senza successo
Il fenomeno della rapine in banca in provincia, tra l’altro, è stato uno dei argomenti trattati ieri dal nuovo questore di Modena, Salvatore Margherito, durante un incontro con la stampa. "E’ mia intenzione incontrarmi nei prossimi giorni con i rappresentanti degli istituti di credito — ha detto il nuovo capo della polizia modenese —. Penso che occorra anche la collaborazione dei bancari per creare un ‘habitat’ ostile ai criminali. Sia ben chiaro che non chiederemo mai a nessuno di loro, o agli impiegati delle poste, ai tabaccai, insomma alle ‘categorie più a rischio’ di reagire in alcun modo ai rapinatori. Questo no, ma nelle banche, per esempio, sarebbe sufficiente che un impiegato notasse dove un bandito appoggia la mano per saltare il bancone per consentirci poi di rilevare a colpo sicuro impronte utili alle indagini. Anche questo è un modo attivo di collaborare".
di Gian Luigi Casalgrandi
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