I controlli sono stati effettuati dai carabinieri di Carpi in due diversi laboratori, uno a Finale e uno a Cavezzo. Il titolare di una delle due ditte rischia fino a 30mila euro di multa per sfruttamento di manodopera irregolare
Modena, 2 ottobre 2008 - Nel corso di due diverse operazioni condotte nella Bassa Modenese i carabinieri di Carpi hanno denunciato 15 clandestini e tratto in arresto sei cinesi.
I controlli sono stati effettuati in due diversi capannoni, uno a Finale Emilia e uno a Cavezzo, entrambi gestiti da cinesi: si tratta, rispettivamente, di un laboratorio tessile e di una ditta specializzata nella lavorazione del pellame. A Finale i militari hanno scoperto undici clandestini di nazionalità cinese di cui uno, già colpito da un ordine di espulsione dal nostro Paese, è finito in manette.
A Cavezzo è stato arrestato il figlio del proprietario della ditta, con l'accusa di sfruttamento di manodopera irregolare. All'interno del secondo capannone, infatti, sono stati trovati sei lavoratori in nero: di cui quattro sono finiti in manette in quanto già espulsi dal nostro Paese. I cinesi lavoravano per poco di 500 euro al mese in condizioni davvero precarie, costretti com'erano a dormire e mangiare all'interno degli stessi locali della ditta, dai quali non uscivano quasi mai.
I lavoratori irregolari, inoltre, rappresentavano più del 20% del totale dei dipendenti. Per questa ragione l'Ispettorato del Lavoro ha deciso per la sospensione dell'attività e potrebbe comminare al titolare una multa di 30mila euro. Pare, infine, che i capi di pellame confezionati dai cinesi fossero commissionati da un noto marchio internazionale: gli inquirenti sono al lavoro per cercare di identificare l'azienda committente e gli eventuali legami con la ditta di Cavezzo.
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