E' la prima volta che un decreto di questo tipo riguarda una persona perfettamente sana. Tramite il suo avvocato (nella foto), il 50enne modenese si è rivolto al Tribunale per nominare la moglie 'amministratore di sostegno'
Modena, 5 novembre 2008 - Il giudice tutelare del tribunale di Modena si è pronunciato a favore del 50enne modenese che solo due giorni fa aveva chiesto, tramite l'avvocato Maria Grazia Scacchetti (nella foto), di nominare la moglie sua 'amministratrice di sostegno'.
Il giudice Guido Stanzani ha accolto dunque la richiesta dell’uomo di ‘’non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico’’ in caso ‘’di malattia allo stato terminale, malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante’’ e che ‘’costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione’’.
E' la prima volta che un decreto di questo tipo riguarda una persona perfettamente sana. Lo stesso riconoscimento, infatti, era stato ottenuto da una donna che aveva affidato al marito il potere di stoppare i medici nel caso si fossero rese necessarie cure salva vita invasive. La donna, però, era gravemente malata ed è infatti deceduta all'Ospedale di Baggiovara nel giugno scorso.
Il 50enne modenese, invece, che intende mantenere l'anonimato, gode di ottima salute. Ha voluto però 'formalizzare' la sua richiesta, nel timore che una scrittura privata non avrebbe avuto lo stesso valore dinanzi ai medici. Così, osserva l'avvocato Scacchetti, non ci sono dubbi: "la moglie è autorizzata a negare il consenso a terapie invasive non volute’’
IL PARERE DEL GIURISTA
Amedeo Santosuosso, consigliere di Corte d’Appello a Milano e docente di Diritto e scienze della vita all’università di Pavia, precisa che il medico "è tenuto a rispettare le dichiarazioni di fine vita" del paziente e del suo amministratore di sostegno, nominato con decreto dal giudice. "Il medico - spiega il docente - non può rifiutarsi di rispettare queste volontà e se avrà dei dubbi potrà rivolgersi al giudice tutelare. Ma quella di Modena è una procedura prevista dalla legge e che con la pronuncia del giudice garantisce un’attività di controllo". In questo modo il medico è anche "garantito da eventuali accuse di omissioni di soccorso".
"Il decreto pronunciato oggi dal giudice tutelare del tribunale di Modena - continua Santosuosso - con cui viene nominata come amministratore di sostegno la moglie di un uomo, ora in piena salute, per garantire le sue volontà di fine vita in caso lui non sia più capace di intendere e volere, non fa altro che certificare come nel nostro ordinamento non vi sia alcun vuoto legislativo su tale argomento".
Secondo il giurista, infine, erano leciti i dubbi del 50enne modenese sull'eventuale validità di una scrittura privata, poichè in questo caso "le volontà del paziente dovrebbero essere provate e ricostruite".
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