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ALLARME FIUMI

Ancora paura per il Secchia
La piena arriva a Concordia

Chiuso il ponte, e domani niente scuola. Intanto rientra la preoccupazione per il Panaro: riaperti il vecchio ponte di Navicello e quello di Bomporto. E' una delle emergenze più gravi degli ultimi 25 anni

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Il fiume Secchia ha raggiunto gli otto metri (foto Fiocchi) Modena, 2 dicembre 2008. Un'altra giornata di tensione per la piena dei fiumi nel Modenese. Se ieri i problemi erano lungo il Panaro (e infatti la scorsa notte a Bomporto molti non hanno chiuso occhio temendo che il fiume potesse allagare il paese), oggi le preoccupazioni sono arrivate dal Secchia. La piena ha raggiunto Concordia, dove alle 12.30 si è dovuto chiudere il ponte. Nel pomeriggio il picco di piena del Secchia ha raggiunto gli 11 metri.

Durante la mattina sono state chiuse tutte le scuole del Comune. In particolare i bimbi che abitano a San Giovanni sono stati riaccompagnati a casa, perché con la chiusura del ponte sarebbe stato impossibile per loro tornare alle loro abitazioni. Il ponte di Concordia è vigilato dai carabinieri, dai vigili urbani e dai volontari di Protezione civile, coadiuvati anche da operatori arrivati non solo dalla nostra provincia, ma anche da Parma e Piacenza.

La Provincia ha informato che prosegue la fase di allarme per la piena del fiume Secchia, mentre la piena del Panaro è definitivamente uscita dal territorio modenese. 

A Bomporto è stato riaperto dalle 7 di stamattina il ponte sulla strada provinciale 1; riaperto anche il vecchio ponte di Navicello a Modena. In tarda mattinata sono stati riaperti il ponte Alto e il ponte dell'Uccellino, mentre sono ancora chiuso il Ponte Motta a Cavezzo e il ponte Pioppa a Rovereto.

Ha riaperto nel pomeriggio  il ponte sul Tiepido di via Curtatona a Modena, dopo che è stato completato un intervento di pulizia dai detriti.

L’allarme per i fiumi dunque è proseguito per tutta la giornata di oggi. Attivo il monitoraggio sugli argini e quello strumentale coordinato dal centro di Protezione civile di Marzaglia. La Provincia sottolinea che si tratta di una delle emergenze più gravi degli ultimi 25 anni: "Ripropone l'urgenza della messa in sicurezza del nodo idraulico di Modena, attraverso il potenziamento della cassa d'espansione del Secchia, la realizzazione di quella del Naviglio ai prati di San Clemente e il raddoppio dei portoni vinciani", dice Alberto Caldana, assessore all'ambiente e protezione civile.

Quella di lunedì è stata una giornata molto 'elettrica', prima per i livelli del Panaro, e poli per quelli del Secchia. Verso la metà del pomeriggio esondazione in golena a Bomporto. Proprio a Bomporto si è registrato, alle 19 di lunedì 1° dicembre, il picco massimo della piena del Panaro (11,50 metri), la più intensa dal 2000, da quando è stato avviato il sistema di telemisura della Protezione civile della Provincia.

A causa degli elevati livelli raggiunti da entrambi i corsi d'acqua, ieri  mattina sono state evacuate per precauzione due case situate nell’area golenale del ponte di Navicello, sul fiume Panaro. Disposto anche l’utilizzo di sacchi di sabbia a difesa dell’hotel Rechigi dalle acque del Tiepido. Aperti tutti i centri operativi comunali delle località attraversate dai fiumi, per monitorare l’evoluzione dei fenomeni in corso.

Nel pomeriggio, anche un'altra famiglia (che abita in stradello Romano) ha dovuto lasciare la casa: il torrente Tiepido è uscito dagli argini, il piano terra della casa era allagato. I vigili del fuoco sono intervenuti con un gommone per portare in salvo anche i gatti di casa, che ora sono al sicuro.

Nel complesso, sono stati almeno 50 gli interventi dei vigili del fuoco nel modenese, soprattutto per i danni dovuti al forte vento che batte la zona.

Esondazioni in golena del torrente Tiepido, in località Fossalta, e del Panaro all'altezza del ponte Sant'Ambrogio. La piena è stata causata dalle forti piogge in montagna (dalle ore 20 di domenica 30 dicembre alle 4 della notte di lunedì 1 dicembre in Appennino sono caduti oltre 40 millimetri) che hanno causato lo scioglimento della neve caduta nei giorni scorsi con conseguente repentino ingrossamento di tutti i corsi d’acqua principali.

In Appennino sono segnalati diversi smottamenti a Pavullo, S.Martino di Montese, Montecorone di Zocca, Rocchetta di Sestola, Montecreto e sulla strada di Ospitale a Fanano che viene tenuta aperta solo grazie al lavoro costante di scavatori per togliere sassi e fango dalla sede stradale; chiusa per due ore nella notte la strada provinciale 324 del passo delle Radici a Pievepelago per una smottamento, ora riaperta.










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