Pesaro, 6 settembre 2007 - Il tenore Luciano Pavarotti è morto la scorsa notte nella sua casa di Modena. Il grande tenore era seguito con terapia di supporto dagli oncologi dell'ospedale di Modena ma le sue condizioni erano peggiorate nella giornata di ieri. Pavarotti era stato ricoverato, per un'infezione polmonare, l'8 agosto e dimesso dal Policlinico modenese il 25 agosto. La scorsa estate Pavarotti aveva subito un intervento per un tumore al pancreas.
I funerali di Pavarotti si terranno nella giornata di sabato prossimo nel Duomo di Modena, in piazza Grande, conferma il sindaco di Modena, Giorgio Pighi. Non ancora definito l'orario delle esequie per le quali sono attese anche numerose personalità internazionali del mondo della musica e dello spettacolo
Il decesso, annunciato dall'agente del tenore, Terri Robson, è avvenuto alle 5 del mattino nella sua villa di Santa Maria di Mugnano, alle porte di Modena. «Il Maestro - si legge nella nota - ha combattuto a lungo una dura battaglia contro un cancro al pancreas che alla fine gli ha tolto la vita. Mantenendo l'approccio che ha caratterizzato tutta la sua vita e il suo lavoro, è rimasto positivo fino all'ultimo istante della sua malattia». Dopo l'ultima degenza Pavarotti era tornato a casa a Modena, dove era assistito dai medici del dipartimento di oncologia.
''Luciano Pavarotti e' sempre stato molto cosciente della situazione, ha sempre cercato di combattere questa malattia ed e' stato molto, molto presente e cosciente di quello che succedeva, ma molto sereno''. Questa la testimonianza - raccolta da SkyTg24 - del dottor Antonio Frassoldati, componente dell'equipe del Dipartimento di oncologia del Policlinico modenese che ha assistito il tenore.
''Abbiamo seguito Pavarotti con l'assistenza domiciliare anche negli ultimi giorni, poi le condizioni si sono progressivamente aggravate, fino a questa mattina'', ha aggiunto il medico, confermando che l'artista era attorniato nella sua villa modenese dai familiari, ''che lo hanno seguito con estrema attenzione fino alla fine. Sia Nicoletta che le figlie gli sono sempre state vicine''.
''Di Pavarotti - ha detto ancora Frassoldati - mi ha colpito il suo carattere, la sua voglia di vivere e di essere sempre presente in tutte le decisioni''.
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