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IL DRAMMA

Non regge alla morte della moglie
Un pensionato si uccide col gas

L'anziano non ha retto alla notizia della morte della donna, venuta a mancare dopo una malattia incurabile, e ha deciso di seguirla nel suo tragico destino. "Sono disperato, volevo festeggiare i nostri 50 anni di matrimonio"

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Anziani Pesaro, 27 marzo 2008 - Aveva trascorso tutta la vita vicino a sua moglie, ha deciso di non restarle lontano neanche per un giorno. Solo pochissime ore, infatti, sono passate, da quando un anziano originario della Campania, classe 1925, ha saputo che sua moglie non c’era più, a quando ha deciso di raggiungerla, con l’aiuto di un sacchetto di plastica, un tubo di gomma, e il gas di una bombola che teneva nel suo garage.

 

Poi un biglietto, per chi voleva leggerlo: "Ho perso mia moglie, sono disperato, volevo festeggiare i nostri 50 anni di matrimonio" e poche altre parole. Il dramma si è consumato martedì sera, nel garage di una casa in zona Loreto, dove da anni viveva l’anziano: era a Pesaro da una vita, ed era conosciutissimo in città per aver lavorato per tanti anni come dipendente di un ente pubblico, per giunta a contatto con il pubblico: era in pensione da quasi 30 anni.

 

La moglie, di tre anni più anziana, stava male da alcune settimane, affetta da una malattia incurabile. Era ricoverata al San Salvatore. E’ deceduta martedì scorso, nel pomeriggio. Suo marito viene informato della morte nel tardo pomeriggio: è il figlio che lo avverte del lutto. Passa poco tempo, poi il figlio cerca di rimettersi di nuovo in contatto con il padre.

 

Il quale però al telefono di casa non risponde, a un certo punto uno degli amici del figlio va a controllare l’abitazione. Vede la serranda del garage semi-aperta, dentro la luce accesa. Capisce che c’è qualcosa che non va. A quel punto l’amico avverte il figlio: pochi minuti, il tempo di entrare in quel garage e viene scoperta la tragedia.

 

Una telefonata, purtroppo inutile, al 118: i sanitari arrivano ma possono solo constatare il decesso. Sono le una circa della notte di mercoledì. "Erano una coppia molto unita — dice chi li conosceva — lui negli ultimi tempi era giù, avvilito, vedeva che la moglie stava sempre peggio..."

 

L’uomo ha usato un sacchetto di plastica per soffocarsi. Se lo è stretto al collo fissandolo con del nastro adesivo. Poi ha collegato il tubo di gomma a quella bombola del gas che teneva del garage, sotto a un piccolo piano cottura che gli serviva come piccolo cucinotto. Sul posto arrivano anche i carabinieri di Pesaro, per i rilievi.

 

Ma quella morte non presenta punti oscuri, nonostante venga ordinata l’autopsia. Il biglietto e l’altra tragedia appena avvenuta poche ore prima al San Salvatore spiegano tutto. Spiegano un cuore che non voleva più battere, perché da poche ore quel battito stanco non aveva più una direzione, uno scopo: era solo una fatica inutile, da fermare al più presto, cercando una morte meno forte dell’amore.










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