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ANZIANA CACCIATA / PARLA LA FIGLIA

"Sì, ho sfrattato mia mamma:
aveva in casa otto dobermann"

Si chiama Tiziana, abita in via Poma 5 e, stravolta, racconta perché ha deciso di mandare via di casa la madre e il fratello: "Hanno vissuto con me 10 anni e non hanno mai collaborato al pagamento delle spese o dell'affitto. Mio fratello lavora e mia mamma prende una pensione di oltre 1300 euro"

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L'anziana sfrattata dalla figlia Pesaro, 5 giugno 2008 - Eccola la figlia. E’ magra, scavata, si chiama Tiziana. Abita in via Poma 5. Arriva in redazione insieme al marito, è stravolta. Vuole spiegare perché due mesi fa ha sfrattato la madre di 75 anni e il fratello di 44: ''Sono usciti di casa con l’intervento dell’ufficiale giudiziario — racconta Tiziana — dopo una sentenza del giudice che revocava il comodato d’uso che gli avevo concesso. Ma non siamo persone crudeli".

 

"Mia madre e mio fratello - continua - hanno vissuto con me e mio marito per 10 anni, dopo che mia madre aveva rinunciato all’abitazione. Vivevano con noi, ma non hanno mai collaborato minimamente al pagamento della retta o delle spese. C’era un comodato d’uso, ma di fronte ad un convivenza impossibile, visto che mio fratello si era portato in casa persino 8 cuccioli di 'dobermann', che lanciavano un fetore insopportabile oltre a tutto il resto che tralascio, non ce l’abbiamo più fatta. Siamo andati dal giudice per revocare il comodato d’uso e lo abbiamo ottenuto chiarendo come stavano le cose''.

 

Ma quando li ha sfrattati, sapeva dovesarebbero andati a dormire? ''No, ma so bene che hanno la piena possibilità economica di prendere in affitto un appartamentino. Perché mio fratello lavora in lavanderia al San Salvatore e prende oltre mille euro, mia madre ha la pensione di reversibilità di mio padre che era guardia carceraria e percepisce non meno di 1300 euro. Quindi in due superano i 2000 euro al mese eppure fanno le vittime, cercano di impietosire, chiedono soldi. Non sono poveri ma fanno di tutto per dimostrarlo. Soffro a sapere che mia madre dorme in un parco o in una stazione del treno, sopra una panchina ma la situazione è insanabile. Prima di sfrattarli, le ho trovato un appartamento in affitto in via Pellico, qui vicino. Costava 450 euro al mese".

 

"Mio marito lo aveva bloccato firmando un assegno per la caparra di conferma. Prima andava bene, poi hanno detto di no spiegando di aver trovato un altro immobile. Va bene, liberi di scegliere quello che volevano ma io ho la mia famiglia, la casa è mia, ci pago le spese, l’affitto, cerco di vivere un’esistenza normale eppure mi sento schiacciata da questa scelta fatta da mia madre e da mio fratello che hanno dei soldi ma non li utilizzano per crearsi una vita dignitosa. In casa mia, ci sono ancora scatoloni di tutti i tipi, che in base alla sentenza avrebbero dovuto portare via da un pezzo. Eppure è tutto lì, e non è uno spettacolo bellissimo. Anche l’intero condominio di via Poma 5 può testimoniare qual è la realtà, e che tipo di rapporti ci sono tra mia madre e me. Se vuol vivere in stazione o dormire in un parco non posso farci niente".

 

"E’ una sua scelta condivisa da mio fratello che non è motivata dalla mancanza di soldi. Potrebbero prendere una casetta e pagare l’affitto come tutti. Preferiscono farsi compatire, accusarmi di tutte le malvagità ma non dicono che la loro condizione è dovuta alle loro scelte di vita. Sono ormai adulti per capire come vivere dignitosamente senza falsi pietismi. Quello che potevo fare per loro, arrivando al limite dello stress psichico, l’ho fatto. E tutti quelli che mi conoscono possono testimoniarlo''.

ro.da










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