I residenti di via Solferino non si sentono sicuri e hanno paura anche ad uscire di casa. Troppi i rom che si sono accampati nella zona. Molte famiglie hanno messo le inferriate alle finestre: "Ci sentiamo assediati"
Pesaro, 4 luglio 2008 - Hanno paura gli abitanti di via Solferino. Non si sentono sicuri nelle loro case. Temono di essere derubati e persino la violenza fisica. Le famiglie che abitano nelle palazzine a ridosso dell’Ipercoop, ingresso lato mare, non ne possono più dei nomadi che ogni giorno bivaccano indisturbati nel loro giardinetto condominiale.
''Sono sempre accampati qui — racconta Maria Puggioni, casalinga 51enne —: bevono, si ubriacano, urlano, litigano tra di loro. Abbiamo persino paura di dirgli qualcosa perché non si sa come reagiscono. Stanno sdraiati nel giardino, sulle scale d’ingresso, nel piazzale accanto all’Ipercoop: a seconda di dove c’è l’ombra in quel momento della giornata. E quando vanno via lasciano sempre tutto sporco. Si figuri che il giardiniere (che noi paghiamo per tenere tutto lindo) ormai si rifiuta di venire a ripulire. Non si vive più da queste parti. Si figuri che ho dovuto mettere le inferriate alle finestre e un doppio antifurto, perché alla vicina sono andati a rubare già due volte. E poi ci dobbiamo sempre assicurare di aver chiuso bene il garage perché una volta abbiamo trovato le macchine aperte''.
''Mandateli via, mandateli via — sbotta Michele Murgo, 73 anni —. Sono maleducati, sporcano e ho paura che vengano a rubare. Ho una nipotina di due anni che non posso portare a giocare nel giardinetto sotto casa perché ci sono loro e ha paura. Ho chiamato diverse volte i vigili, li mandano via... ma poi questi ritornano a bivaccare». «Vengono a mangiare sulle nostre scale e lasciano tutto sporco — aggiunge Fiamma Tinti, 50 anni — ultimamente ho trovato anche delle scritte sui muri che poi ho ripulito''.
''Due venerdì fa — racconta Daniele Boccioletti, 58 anni — hanno fatto rumore fino a tardi. Cantavano, urlavano. Erano come sempre ubriachi. Alle quattro del mattino non ce la facevo più e volevo andare di sotto a dirgli qualcosa, ma mia moglie mi ha fermato. Aveva paura a pensarmi da solo ‘contro’ chissà quanti''.
Chiedono più sicurezza i residenti di via Solferino: ''Non sono solo i rom — precisa Claudia Bergamotti, 60 anni — , io ho paura anche dei punkabbestia. Anche loro stazionano qui sotto. E poi ci sono gli albanesi... io per entrare in casa, passo dal garage perché ho paura. Se mi danno una botta in testa, mi prendono la chiave e salgono in casa? Il problema è che queste situazioni fanno diventare un po’ razzista, anche chi non lo è''. ''Ci vuole più controllo — conclude Adriano Di Bella —, tra zingari e rom qui è un continuo via vai. Occorre trovare al più presto una soluzione definitiva''.
Tiziana Petrelli
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