Le due insegnanti in pensione, che da sempre si prodigano nel sociale, hanno deciso di pagare ugualmente l'Ici, anche se abolita, per sostenere il proprio Comune: "Era l'unica tassa che veramente portava denaro ai cittadini"
Urbino, 20 agosto 2008 - Nessuno ad Urbino ha soldi da buttare dalla finestra, specie di questi tempi, ma due cittadine hanno deciso di pagare ugualmente l’Ici, anche se abolita, per sostenere il proprio Comune. Due sorelle urbinati, di 70 e 65 anni, L. e L.M. C., insegnanti in pensione che da sempre si prodigano nel sociale, che ci tengono a mantenere l’anonimato, hanno pensato che dare i loro 182 euro, il corrispettivo dell’Ici sulla loro prima casa, non le avrebbe rese povere.
Quei 182 euro, 91 a testa all’anno, pagati da anni per il loro appartamento a ridosso del centro storico, per ''l’unica tassa che veramente portava denaro ai cittadini tramite il proprio comune'', sarebbero invece serviti per sostenere i servizi sociali del Comune di Urbino, un piccolo grande gesto di generosità per i concittadini meno fortunati.
Le due urbinati erano in vacanza in Puglia quando hanno appreso da un quotidiano che una persona avrebbe voluto comunque pagare l’Ici: ''Ero molto delusa dal fatto che l’Ici fosse stata tolta dal Governo Berlusconi — spiega L.M. C., la più giovane delle due sorelle, ex insegnante ed ora impegnata con un’associazione per la tutela dei consumatori —: viviamo in una casa popolare riscattata da nostra madre e paghiamo 91 euro a testa all’anno, una cifra da poco che non ci cambierà la vita. Non è molto ma abbiamo voluto che i nostri 182 euro continuassero ad andare alla nostra città per coloro che invece hanno difficoltà a pagare l’affitto, ad avere quello di cui hanno bisogno quotidianamente. Siamo state d’accordo entrambe e così l’abbiamo fatto''.
Al rientro dalle vacanze, infatti, le due urbinati hanno subito chiesto alla propria amministrazione come si potesse fare. La difficoltà stava proprio nel trovare la causale del versamento, perché il Comune non avrebbe potuto accettare il pagamento di un’imposta abolita: d’altro canto doveva essere ben chiaro che le due signore desideravano “donare” alla città il corrispettivo dell’Ici, da impiegare nei servizi per i cittadini.
L’espediente è stato presto trovato e nella causale del versamento si legge: ''Contributi diversi: Contributo volontario in sostituzione dell’Ici per solidarietà e sostegno ai servizi sociali comunali''. ''Il nostro gesto è stato dettato da un’idea politica — aggiunge L. C., la maggiore delle due sorelle, a lavoro per anni con il sindacato della Cgil di Urbino — perché non siamo d’accordo con l’abolizione della tassa voluta dal Governo Berlusconi: per pensare ai più deboli bisogna cominciare dal basso non dall’alto, chi ha la villa ha una tassa in meno da pagare, chi vive in due stanze non avrà grandi benefici. Non vogliamo fare le paladine, ma sarebbe importante che altri cittadini facessero lo stesso, in modo da sostenere i servizi del proprio Comune a favore delle persone meno fortunate''.
L’anonimato sarà mantenuto anche se questo gesto avrebbe fruttato alle due cittadine qualche consenso: al momento del versamento alla Tesoreria comunale, le signore hanno subito ricevuto i complimenti dell’addetto alla cassa della banca per la loro generosità.
Lara Ottaviani
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