Cesti delle offerte sempre meno pesanti: i sacerdoti non chiedono soldi, ma è chiaro che la crisi mette anche loro in difficoltà. Pesaro ha le braccia corte: nel 2007 ogni cittadino ha donato in media solo 0,45 euro a testa
Pesaro, 2 dicembre 2008 - Circa 1.000 lire. Sono 0,45, infatti, gli euro che ogni pesarese ha versato, nel 2006 e nel 2007, per il sostentamento dei sacerdoti. Di quei 38mila sacerdoti diocesani italiani per i quali queste offerte sono l’unico mezzo di sostentamento da quando non ricevono più la ‘congrua’ dallo Stato.
A sensibilizzare sull’argomento e promuovere l’offerta e i modi nei quali è possibile effettuarla è stata dedicata un’intera domenica di novembre. Perchè l’offerta per il sostentamento è l’unico mezzo in grado di garantire ai nostri sacerdoti una vita dignitosa, che non li distragga, ma invece li aiuti, nello svolgere la propria missione. Una missione che, ogni giorno di quei 365 che ci sono in un anno, loro svolgono tra e per la gente. A offrire speranza e conforto, a parlare o ad ascoltare, a distribuire consigli, ma anche pane a chi non può permetterselo.
E pensare che, se confrontate con la media delle offerte diocesane, quelle dei pesaresi risultano addiritura generose. Quei 45 centesimi, infatti, sono un po’ di più dei 37 di ogni abitante in diocesi nel 2006 o dei 36 del 2007. Cifre e donazioni che sono il risultato di stime, che si basano sul Comune nel quale lo sportello bancario o postale dal quale sono partiti i versamenti.
Nel 2006, infatti, da Pesaro erano partiti per Roma (dove ha sede l’Istituto centrale sostentamento clero che raccoglie e ridistribuisce le offerte) 41.290 euro. Poco più di 44mila, invece, quelli da tutta la diocesi. Nel 2007, invece, è diminuita la quota uscita dalla diocesi (scesa a 43.809 euro), ma di circa 2mila euro superiore quella di Pesaro.
In tutto 600 euro quelli offerti nel comune di Mombaroccio, 528 a Monteciccardo, 460 a Montelabbate, 130 a Gradara, 105 a Gabicce Mare, soltanto 25 a Sant’Angelo in Lizzola. Tutte, tranne quest’ultima, aumentate rispetto all’anno precedente, comunque. Magari di poco, ma spesso le grandi cose si fanno proprio a piccoli passi. Da evidenziare, invece, il caso di Tavullia, dove i 1.427 euro donati nel 2006, sono scesi a 657 nell’anno successivo. Una lotta al centesimo, insomma, in una città che conta 91.100 abitanti e una diocesi che ne conta 119.860.
Questo considerato che ogni sacerdote dovrebbe poter contare come fisso mensile su 863 euro per 12 mesi. Niente di cui scialare, insomma, ma comunque è uno 'stipendio' che spesso non è garantito del tutto, tanto che l’Istituto deve ricorrere a una parte dell’8 per mille devoluto alla Chiesa Cattolica. Per alcuni di loro questa cifra è totalmente coperta (per esempio, quando il prete è anche insegante e quindi prende lo stipendio) o dalle offerte dei fedeli della comunità. Queste però, possono non bastare.
Elisa Venturi
Laura Marzadori, violino solista di grande talento, lunedì 8 dicembre salirà sul palco del teatro Rossini. Affiancherà l’Orchestra filarmonica marchigiana, diretta da Donato Renzetti, nell’esecuzione del Concerto in re maggiore op. 35 di Ciajkovskij. Inizio alle 21. Info www.enteconcerti.it