Secondo il quadro tracciato dall'indagine 'Trend Marche', realizzata da Banca popolare, Confartigianato e Cna, sono in calo meccanica, alimentare e soprattutto tessile. "Necessario un patto con le istituzioni e le banche per seguire e sostenere le imprese nella loro attività"
Ancona, 2 dicembre 2008 - Un 2009 "pesantissimo" è quello che temono gli artigiani marchigiani anche se, per il momento, resistono nonostante la crisi si faccia sentire già da fine giugno. a metà anno le prime difficoltà erano state registrate soprattutto nei settori della meccanica, alimentari e tessile. E’ questo il quadro tracciato da ‘Trend Marche’, l’indagine di Banca Popolare, Confartigianato e Cna sull’andamento delle piccole e medie imprese e dell’artigianato marchigiano, presentata a Urbino.
Dalle analisi su fatturato, domanda, investimenti, costi, è emerso che la prima metà del 2008 ha registrato, rispetto allo stesso periodo del 2007, una variazione negativa del fatturato complessivo pari all’ 1,2%. Il calo è stato più marcato per la componente in conto proprio (-1,3%). La prima metà dell’anno mostra un lieve miglioramento sia in termini tendenziali che in termini congiunturali del livello degli investimenti, che si mantiene però sulle quote del 2007, largamente inferiori a quelle dei due anni precedenti.
Il confronto tra i settori di attività sulla base delle variazioni del fatturato, indica come la congiuntura del primo semestre 2008 sia caratterizzata da dinamiche negative sia per le manifatture (-1,8%) sia per le attività non manifatturiere (-0,9%). Ad andare peggio nel manifatturiero è in particolare la meccanica (-3,1% ), le trasformazioni alimentari (-6,2%) e, soprattutto, il tessile abbigliamento (fatturato in calo del 27,5%). Crescono invece il legno-mobile (+4,12%) e pelli e calzature (+2,54%).
Trasporti e costruzioni attraversano una sostanziale stagnazione, mentre un calo vistoso del fatturato riguarda i servizi alle famiglie e alle persone (-3,8%) e, soprattutto, per le riparazioni veicoli (-6,1%).
Un quadro negativo, confermato dai dati di ottobre sulla cassa integrazione gestita dall’ente bilaterale Ebam. Su un totale di 937 accordi aziendali, 488 riguardano il mese di ottobre, per 1.046.503 ore su un totale di 1.701.613 ore. Oltre la metà degli accordi (558) interessa gli addetti alla fabbricazione di articoli in pelle, seguiti dall’abbigliamento (117), dai prodotti in metallo (71) e dalla plastica (54). Cna e Cgia invocano ‘’un patto con le istituzioni e le banche per seguire e sostenere le imprese nella loro attività’’.
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