Autostrada: è rimasta tale e quale, nessun collegamento tra Pesaro e Fano. Il caso del casello ancora irrisolto. Palazzi storici: se vanno in malora ci saranno responsabilità. Università: la moltiplicazione delle sedi in un momento di crisi degli atenei sembra una sorta di 'miracolo'
Pesaro, 3 gennaio 2009 - Non è stato un anno funesto, il bisestile, per Luca Ceriscioli e la sua giunta. Peggio il 2007, ma l’anno entrante, che è elettorale (si vota per il sindaco il 6-7 giugno), si propone con una serie di spine per il centrosinistra. Ecco le più evidenti.
TENUTA POLITICA. Il centrosinistra non c’è più a livello nazionale, lo stesso Pd dopo la sconfitta elettorale ed i guai giudiziari è in profonda crisi. Il traino delle europee non sarà favorevole all’alleanza guidata da Ceriscioli. Il quale sta lavorando per recuperare gli scontenti. Non ce la farà con Maurizio Sebastiani, ma ci prova con l’area cattolica vicina alla Bindi, dove i maldipancia erano notevoli. L’idea è quella di una lista civica che guardi soprattutto ai moderati, per far concorrenza più che a Sebastiani allo spauracchio Mascioni. Oppure per pescare negli eventuali dissenzienti del centrodestra. L’ala sinistra dovrebbe essere coperta da Rifondazione, a meno che Savelli e soci non vadano per conto loro...
CASELLO E AUTOSTRADA. I risultati della partita giocata in Regione qualche anno addietro si vedono ora. Autostrada rimasta lì, nessun collegamento Pesaro-Fano nonostante le promesse del presidente Spacca, casello rimasto nel limbo per i problemi interni della maggioranza di Ceriscioli. Se l’abbandono della tesi di uno spostamento a monte dell’A-14 è la presa d’atto del fallimento di una classe politica, l’assenza di un casello a sud in una città che ha l’autostrada in centro è una sorta di 'mostro' amministrativo. Il piccolo giardino vale più dell’intero borgo. Così è.
CENTRO STORICO. La rianimazione bocca a bocca messa in atto con manifestazioni ed eventi non basta a salvare un centro storico ormai asfittico, che aspetta l’ultima mazzata dalle telecamere per la Ztl. Se non ha attrattiva un motivo ci sarà. Se i palazzi storici vanno in malora di qualcuno sarà pure la responsabilità. Ci sono voluti dieci anni per permettere alla Fondazione Carisp di cominciare a recuperare il San Domenico, non era meglio vendere prima anche Palazzo Perticari?
UNIVERSITA’. La moltiplicazione delle sedi universitarie in un momento di crisi degli atenei è una specie di miracolo pesarese. Oltre al S. Domenico si pensa anche all’area a fianco il campus. Forse non era il caso di mettere in quell’area il Classico e le Magistrali, invece che studenti di 25-30 anni a fianco di quelli 14-15 anni? Ha un senso far costruire mini-appartamenti in una zona scolastica?
IL MERCATO del martedì aspetta ancora di essere spostato. La promessa è di completare l’area del San Decenzio entro giugno. Prima delle elezioni. Si lavorerà a tappe forzate, anche se questo inverno pieno di pioggia ha già comportato dei ritardi. Non dovesse riuscirci, per Pesaro Parcheggi, sindaco, assessore Pieri e giunta sarebbe uno smacco. Per questo faranno di tutto per riuscirci. Sarebbe un grande problema risolto dopo oltre 30 anni. Onore al merito. Oppure non resta che dire: finalmente.
CAPISALDI INCRINATI. Tra le fondamenta del potere 'rosso' negli ultimi 20 anni c’è stata anche la cooperazione sociale. Un movimento messo in piedi da Marcello Secchiaroli e poi cresciuto a dismisura soprattutto nel settore protetto del welfare. La crisi del consorzio Labirinto e la fuoriuscita di Simone Mattioli hanno cambiato gli equilibri. Secchiaroli è ormai fuori dalla mischia e la stessa cooperazione ha un po’ di fiatone. Non è un caso che negli ultimi anni Ceriscioli abbia sempre appoggiato le richieste dell’assessore Savelli di aumentare le risorse per i servizi sociali, interfacciati con le coop.
VILLA FASTIGGI. L’unico momento in cui il sindaco Ceriscioli ha visto davvero le streghe è stato quando Lorenzo Rossi ha mosso le sue pedine e l’opposizione ha cominciato a sparare a zero sull’eccesso di potere di Villa Fastiggi. Rossi, poi, è tornato nei ranghi accontentandosi di fare il candidato sindaco a Mombaroccio. Il governatore di S. Pietro in Calibano, Giorgio Baldantoni, è finito, almeno formalmente, nel freezer. E’ stato consigliato a defilarsi. Nella polemica c’è un po’ di mitizzazione, ma in politica può funzionare. Volete vedere che riapparirà in campagna elettorale?
Luigi Luminati
Puntuali, nonostante il nevischio, anche per l’arrivo del nuovo anno, i componenti del gruppo degli "Omaccioni" hanno festeggiato il primo gennaio 2009 con il loro tradizionale tuffo in mare. Eccoli in posa nella spiaggetta del Circolo Canottieri, i magnifici sette che da oltre dieci anni ripetono lo stesso gesto