L'architetto triestino Alberto Routher-Rutter sostiene che la linea ferroviaria potrebbe rappresentare un "valore aggiunto" per la valorizzazione del territorio, riduzione dell’inquinamento e incremento dell’offerta turistica
Fano, 3 agosto 2009 - E’ un tam tam continuo. Che arriva anche dall’esterno. Tutti chiedono la riapertura della ferrovia Fano-Urbino, una tratta che potrebbe rappresentare un "valore aggiunto" in termini di valorizzazione del territorio, riduzione dell’inquinamento e incremento dell’offerta turistica. L’associazione Ferrovia Valle Metauro ha ricevuto, in questi giorni, la lettera dell’architetto Alberto Routher-Rutter, un urbanista triestino, iscritto al Collegio degli ingegneri ferroviari e Pianificatore di infrastrutture territoriali.
"Premesso — scrive l’urbanista — che il calo della domanda di trasporto ferroviario provoca una riduzione dell’offerta su certe direttrici con peggioramento dei servizi, a vantaggio di altre modalità di trasporto, imbattersi nell’opportunità di riaprire una linea ferroviaria fuori servizio ma non smantellata, risparmiando sui costi di realizzazione ex novo, la quale attraversa e serve città d’arte, insediamenti industriali, artigianali e siti d’elevato pregio ambientale, è un’occasione di fronte alla quale risuona incomprensibile l’opposizione o il fiorire di interessi avversi pubblici o privati".
"Se, per di più, la linea ferroviaria come la Fano-Urbino collega una realtà urbana di eccezionale valore storico-artistico come Urbino, il cui centro antico è stato inserito tra i siti Unesco, che rappresenta una meta turistica unica al mondo ed è sede di un’antica e prestigiosa Università, l’infrastruttura diviene di fondamentale importanza per fornire una soluzione sostenibile alla domanda di trasporto turistico e pendolare, favorendone ed assorbendone anche un eventuale notevole incremento".
Secondo l’esperto triestino, la Fano-Urbino dovrebbe, tuttavia, "essere ripercorsa da servizi espletati con materiale leggero, tanto da Bologna, quanto da Ancona e, in estate, da treni provenienti anche dalla linea Ferrara - Ravenna - Rimini, nel quadro delle già descritte necessità di rilancio della rete ferroviaria secondaria italiana".
"Il ripristino della linea toglierebbe dall’isolamento il cuore del Montefeltro, aprirebbe la strada, poi, a nuove opportunità occupazionali di profilo tecnico, in rapporto alla pianificazione, alla progettazione, alla realizzazione ed all’esercizio di una rete ferrotranviaria di non modesta, ma essenziale estensione collegante il Piceno con il Fabrianese, il Montefeltro, la Repubblica di San Marino e la Romagna, mirando all’adozione di soluzioni di trasporto su rotaia convenzionale rapide, ma economiche ed articolate su una notevole diversificazione dell’offerta (istituendo servizi no-stop tra i principali insediamenti, servizi celeri con poche fermate intermedie e servizi locali). Insomma, oltre all’alta velocità, va fatta attenzione anche alla rete ferroviaria convenzionale, quale supporto essenziale per la prima".
E' fiorita in anticipo la primavera 2010: i suoi fiori sono sbocciati sugli abiti leggeri presentati in anteprima sulla spiaggia di Fano. Uno spettacolo tra cielo e terra con modelle a piedi nudi sulla sabbia, lo sciabordio del mare e fuochi d'artificio ad illuminare l'ultima uscita in 'passerella'