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Sono un ortopedico, un radiologo e un medico di famiglia

Muore donna, tre indagati

DUE MEDICI ospedalieri e un medico di base sono iscritti nel registro degli indagati della Procura della Repubblica per l’ipotesi di omicidio colposo in relazione alla morte di una signora di 67...
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8693.jpg 2008-07-24
DUE MEDICI ospedalieri e un medico di base sono iscritti nel registro degli indagati della Procura della Repubblica per l’ipotesi di omicidio colposo in relazione alla morte di una signora di 67 anni, Fermina Minardi deceduta domenica pomeriggio nella propria abitazione, a Ravenna. La signora il primo luglio era caduta in casa fratturandosi un malleolo. All’ospedale, dopo l’ingessatura, le avevano prescritto settimanali controlli dei valori della coagulazione del sangue onde evitare la formazione di emboli. Controlli che il medico di base non avrebbe disposto. Per questo i familiari della signora si sono rivolti all’avvocato Sandra Vannucci che ha presentato un esposto alla Procura chiedendo che venisse eseguita l’autopsia, individuata la precisa causa della morte e valutata la posizione dei medici che in qualche modo sono entrati in contatto con la paziente. Sulla base della documentazione ospedaliera sequestrata, il pm Roberto Ceroni ha individuato i tre medici cui notificare l’informazione di garanzia in vista dell’autopsia, ovvero un medico ortopedico, un radiologo e il medico di famiglia. La notifica dell’informazione di garanzia mette i tre medici nelle condizioni di nominare un consulente di parte in vista dell’esame medico legale che, fissato in un primo momento per oggi pomeriggio, è invece slittato a domani. Il pm Ceroni ha incaricato dell’autopsia l’anatomo patologo Donatella Fedeli; l’avvocato Sandra Vannucci ha nominato Aurelio Caminiti, mentre i medici ospedalieri hanno nominato Giuseppe Venturini.
Il 7 luglio, una settimana dopo il primo intervento in ortopedia, la signora è tornata in ospedale per un primo controllo: la frattura si stava saldando e il medico non ha ravvisato necessità di intervenire chirurgicamente. A quel punto la signora ha informato il medico di famiglia consegnando gli incartamenti in cui era espressamente indicata una terapia a base di Clexane, un anticoagulante e la periodicità settimanale del controllo della coagulazione. A quanto pare queste indicazioni non sarebbero state tradotte in una appropriata informazione alla paziente, nel senso che, almeno per quanto riguarda i controlli settimanali, non sono stati effettuati. Domenica pomeriggio 20 luglio la signora è stata trovata priva di coscienza in casa, sulla sua sedia a rotelle. E’ stato avvertito il 118, ma ormai non c’era nulla da fare: la signora era deceduta. Se l’autopsia accerterà che la causa della morte è dovuta a un embolo l’inchiesta potrà allora proseguire per individuare eventuali profili di colpa nella condotta, omissiva, — si può ragionevolmente ipotizzare — del medico di base.
Carlo Raggi









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